Deo crepitvi sacrvm

Argia Sbolenfi



O spirito santo

De’ visceri umani

Che tutti del canto

Conosci gli arcani,

Che onori e letifichi

D’armonici fiati

Gli sforzi dei vati,

Dal buio profondo

Dell’antro nativo

Prorompi nel mondo

Sonoro e giulivo;

Di tepidi balsami

Circonda ed allieta

Lettori e poeta.

Tu, soffio eloquente

Del verbo divino

Concesso ugualmente

Al ricco e al tapino,

Tu sei come l’anima

Per leggi fatali

Comune ai mortali.

Conforti il villano

Che pasce gli armenti,

Alberghi sovrano

Ne’ chiusi conventi,

De’ gravi canonici

Compagno canoro

Solfeggi nel coro.

Nel casto segreto

Dell’intima cella

Rallegri discreto

La pia monacella;

Nel ballo, da timide

Fanciulle compresso,

Sospiri sommesso.

Tu visiti e curi

Con equa fortuna

Palazzi e tuguri,

Altare e tribuna

E avvolto di porpora

De’ plausi tra il suono,

Favelli sul trono.

Ma guai se vapori

Dal patrio forame

Recandone fuori

Il glutine infame!

Purissimo spirito

Che l’alvo ricrei

Allor più non sei;

Ma pregno diventi

D’essenze funeste

Che ammorban le genti

Col tanfo di peste

E guasti e contamini

I lini più ascosi

Di segni schifosi.

Così colorito

Per nostra sciagura,

Di soffio gradito

Diventi sozzura;

Degnissima imagine,

Ritratto vivente

Del tempo presente.

Lentato ogni freno

Ti getti sul mondo

Spargendo il veleno

Dell’alito immondo

E appesti ed infracidi

Le menti ed i cuori

Di turpi vapori.

Maestro nell’arte

Di nuovi delitti

Tu lordi le carte

Del plico Giolitti,

Tu puzzi nel carcere

Sul labbro bugiardo

Del vecchio Bernardo.

Aiuti i sensali

Dei voti comprati,

Avalli cambiali

Pe’ tuoi deplorati,

Trionfi, pontifichi

De’ ladri nel coro,

Men porco di loro.



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pubblicato da s.baratto nella rubrica poesia il 21 marzo 2013