Stanza delle lacrime

Andrea Amerio



Che se poi magari un giorno, come quando era morto Kennedy, tutti vogliono ricordarsi, e quando sono insieme dopo cena si chiedono l’un l’altro ma tu che cosa facevi quel giorno, allora io potrei dire: ero al London Bucher di Tal-Roqq, a Sliema, compravo il roast beef, e a un certo punto chiamano il butcher al telefono e lui ripete “oh habemus papam”, butta giù il telefono, posa il coltellone peso, si pulisce la mano e pesca da sotto il banco un telecomando che controlla una piccola televisione sopra uno dei congelatori che addirittura pensavo fosse un vecchio monitor per la sorveglianza, con i fili penzoloni dal soffitto, di cui quasi non mi ero accorto, tanto era discreto. Parte il breaking news di canale 5. Edizione straordinaria. Chissà perché qui molte persone guardano la televisione italiana. Decido di non fermarmi per il notizione, pago e torno a casa. Non abbiamo televisione per cui vado di tablet e mi rendo conto che é ancora più piccolo del piccolo monitor del macellaio. Così mentre taglio le melanzane guardiamo Euronews, dove i giornalisti sono più stanchi, evidentemente estenuati per le lunghe dirette. Non hanno più niente da dirsi. "È riuscito a scalare di posizione in posizione" ... "Il capo della chiesa". Lessico carente. "Si é imposto". E dopo il Padre Nostro: "Non ha deluso le aspettative". "Ci aspettiamo molto..." “Sembra emozionato”. Silenzi in diretta, anche risate da bar, sul canale inglese. Dopo il proclama latino del cardinale dalla testa vibrante, nessuno dei giornalisti ha capito il nome. Sembra di vedere le loro mani a fico chiuso andare su e giù dietro le telecamere, sulle terrazze che affacciano su Piazza San Pietro. Senti dal video i giornalisti che digitano sulle loro tastiere nel silenzio per trovare informazioni. Poi approdano a wikipedia, scoprono papa Piemonte da Buenos Aires gli antenati di Bricco Marmorito e di Portacomaro Stazione, in provincia di Asti. Ora cominceranno a imbastire, imbastiranno. Per la provincia e il mondo. Ma a me interessano quei cinque, dieci secondi di sospensione che hanno il sapore dell’ignoto. Del resto il registro che i giornalisti si sentono di adottare é quello che si usa nell’unica altra occasione in cui il giornalismo é costretto ad affrontare l’inatteso. Il giornalismo sportivo. “Nessuno avrebbe detto…” “Un outsider”, “contro tutti i pronostici”. Con la sola differenza è che di solito il giornalista sportivo conosce bene le regole del rito cui sta assistendo. Mentre l’ignoto mostra all’uomo la misura di quello che é, rivela l’inadeguatezza di ogni decoro. Per questo “decoro impossibile”, forse, penso io, si chiama stanza delle lacrime, quella dove in nuovo papa viene investito, mentre fuori tutti festeggiano. Ma evidentemente queste sono sfumature pallosissime, pensa Euronews che poi, se invece di tossicchiare nei microfoni sapesse dire qualcosa, invece di “investito”, per non creare ambiguità, userebbe "addobbato".

Da laico ho pena di come la religione come fatto di cultura sia stata svilita, vilipesa e depauperata, in un tale modo e a tal punto che anche l’idiozia artistica di chi mette il rospo in croce mi disgusta perché é infinitamente superata, appartiene a un tempo remoto, esausto, senza speranza. E mentre il vento ulula e soffia umido nelle piccole strade, con turbini che aprono le buche da lettera nelle porte, e i vetri vibrano tutti nella piccola isola sprofondata nel Mediterraneo buio, ecco queste cose le ho scritte perché se un giorno che mi chiedono tu dov’eri, mentre il papa si faceva, magari non me lo ricordavo che i commentatori erano tanto scarsi, e il vento spingeva così forte, quando compravo il roast beef.








pubblicato da a.amerio nella rubrica il miracolo, il mistero e l’autorità il 15 marzo 2013