Stefano Tassinari: un ricordo

di Michele Barbolini



Se n’è andato questa mattina Stefano Tassinari. Scrittore, giornalista, militante politico. Per tutta la vita dalla parte di chi ha lottato per rendere questo paese un luogo migliore, accogliente, umano, senza frontiere. Le sue storie hanno scavato con passione inesauribile nelle verità rimosse del passato e in quelle del presente. Ferrarese, aveva scelto Bologna come sua città, radunando attorno a sé scrittori e artisti, compagni e studenti, di tante generazioni e tante provenienze.

Ho conosciuto Stefano in un giorno caldissimo dell’estate del 2003 a Verona. Era venuto al circolo Malacarne per presentare I segni sulla pelle, il suo romanzo sul G8 di Genova. Mi ha sempre colpito la passione che metteva in ogni cosa, nella scrittura, nel difendere le sue posizioni politiche, con le quali non sempre mi trovavo d’accordo. L’ho ritrovato anni dopo a Bologna. Ricordo quando gli parlammo la prima volta di Bartleby, il suo intervento appassionato in assemblea in università. A volte quando gli telefonavo mi diceva, con tono gentile, che stava facendo la terapia, e mi pregava di richiamarlo il giorno dopo. La tenacia nell’affrontare la malattia senza rassegnazione, trovando sempre il tempo per ascoltare i nostri problemi infinitamente più piccoli. Per questo in tanti l’hanno accompagnato fino alla fine. A tutti loro, alla sua compagna e a quelli che cercheranno di seguire la sua strada, va un forte abbraccio. M.B.








pubblicato da t.lorini nella rubrica libri il 8 maggio 2012