“Cose che furono altre si disfano nell’argento della notte”

Andrea Amerio



Editori nuovi per la poesia di Jorge Boccanera

“Chi desidera sapere le trasformazioni della pioggia in atto sulla terra, venga a vivere sul mio tetto, tra i segni e i presagi”. Saint-John Perse

L’uccello Trogon, il papero-ago, la lapa rossa, la tartaruga baula, emblemi come le cortecce degli alberi e l’odore sgradevole della putrefazione alla base del costante rigenerarsi del sistema. Il cucchiaio di dio rimescola la foresta, “terra tatuata” con le viscere all’aria. La poesia per chi lavora | La foresta per chi immagina”. Grazie a Alessio Brandolini, leggo Palma Reale. 56 testi che compongono un libro del 2008 e seguono il silenzio relativamente lungo di questo autore che scrive dal Costa Rica e di frequente va a perdersi là dentro, nel fitto del fogliame.

Mai si innalza la foresta, vive immaginando il tempo tutto il tempo.

Dopo aver camminato nella mata atlantica, sporcandomi i piedi della terra rossa di laggiù, il valore dei suoi versi mi appare molto più chiaro. Perché? La ragione è semplice. Traumi ed esperienze non mancano: al pesce dei pantani piace l’acqua canterina.

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La lirica innestata sul magistero di Saint-John Perse nel secondo millennio si muove sul tremore di foglie disfatte, profili ellittici, di poche parole: (“Tutta la vita | Si cancella ed appare la stessa ferita”, p. 58), asciutti:

La prova che dio esiste È la foresta, fatta a mano

la prova che la mano esiste è la foresta

la prova che la foresta esiste è l’assenza di dio p. 73

Traspare un assimilazione profonda del novecento francese da Rimbaud a Valéry; un impegno cognitivo di nitore totale, non un piccolo espediente, ma una particolare sensibilità che la patria cresciuta con Pascoli dovrebbe ben conoscere.

XLII (SULLA FIGURA DEL POETA NELLA LIRICA ATTUALE)

Che cosa fa lì tra tucani, uccelli acquatici, marini, aironi nuotatori e tuffatori, di spiaggia e di costa rocciosa? Che cosa fa quel fagotto vermiglio, cremisi, tra le quaglie e i pappagalli, uccelli dalle creste fiorite e gozzi musicali? Che cosa fa messo tra falegnami, aquile, passeri, passeracei e altri uccelli che infiammano le loro gole di fuoco e aprono il ventaglio delle loro code?

Tra tordi, merli e cardellini. Un maiale? p. 97

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Lucidare la foresta. Un impresa impossibile. Ercole pulisce le stalle, ma per lucidare la foresta ci vuole un franco tiratore come Rimbaud

(IL FRANCOTIRATORE)

Rimbaud scarabocchia, sporca quaderni, mescola colori per incontrare l’ombra di una sola parola. Lo distoglie la direzione del vento? Lo distrae il volo di una mosca? Lo allontanano i sussurri delle foglie?

La sua dispersione è concentrasi in tutto e comunque
- nessuno lo sospetta – ogni tanto si sforza, canta, lucida la foresta.
p. 107

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La proliferazione onomastica di Boccanera, sequenziale o caotica, non è un’“enumeración” come quella, per esempio, dei Maghi Verdi di César Calvo. Qui si distingue il nitore della poesia che ritorna lucida, improvvisa, in interni di insospettata grazia,

Ci disegnano i baci, il loro mistero, quel segreto di lingue, quella sete, gabbia aperta. Noi, storditi, a tratti annusiamo lettere fatte a pezzi. Incompiuti e aspri, intravediamo appena detriti di una luce.

Ma i baci ci correggono. p. 125

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Con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Argentina in Italia è dunque uscito questo libro a cura del poeta Alessio Brandolini che ne è curatore, traduttore e accorto editore visto che ha creato a Roma prima la rivista e poi le edizioni Fili d’Aquilone. La nascita di una casa editrice è un evento da segnalare sempre con piacere; se decide di pubblicare solo poesia, meglio ancora. Il beau geste merita un riconoscimento. Per ora, oltre Boccanera le Edizioni Fili d’Aquilone hanno in catalogo appena tre titoli: Daniel Samoilovich, a cura di Francesco Tarquini, un’interessante antologia di Poeti del Quèbec a cura di Vivane Ciampi e un’antologia di poesie di Emily Dickinson nella traduzione di Giuseppe Ierolli. Pubblicare poesia è un’impresa controcorrente, emozionante, temeraria (“Si, tu tremule, tu vois bien | Forcément il y a du blanc | C’est vrai et forcément | Tu tremule” – Nicole Borssand) da persone cocciute che non si stancano di investire e cercare interlocutori per l’invisibile. Spesso c’è bisogno di persone generose e scavezzacollo, a cui va il nostro sincero in bocca al lupo.








pubblicato da a.amerio nella rubrica libri il 12 marzo 2012