Frontenotte

Stefano Lorefice



È uscita da qualche settimana, per la collana Inaudita di Transeuropa, Frontenotte, una raccolta di poesie di Stefano Lorefice che mi pare uno dei momenti lirici più belli degli ultimi mesi. Metto qui una selezione delle poesie, una per ogni sezione del volume. Per chi, poi, volesse leggere con accompagnamento musicale, il gruppo scelto da Stefano per il cd allegato al libro è questo. [A.T.]

Da Confine estremo del rumore

creature d’acqua siamo

o di palude ora,

ce ne fosse uno

uno solo

che frontale, ostinato

s’alzi

a dire no allo

scempio;

alla fine i trucchi

li conosciamo tutti:

negli anni novanta, per esempio,

bastava timbrare il biglietto

con un po’ di burro-cacao sopra

e ti facevi quanti giri

volevi

in metrò

Da Manutenzione degli amanti

abbiamo contato i sassi raccolti

quelli lisci, lavorati dal fiume

e riempite le tasche

con questo sillabario di pietra

abbiamo concluso il patto

che ci spinge appena svegli

a toccarci le mani, con gli occhi

chiusi, per una necessità

di presenza, per capire

ancora una volta che la notte

non ci ha allontanati col sonno

Da Dimestichezza della notte

si crede davvero

che sia una semplicità

di gesti, unghie, profili

di strade sterrate e prati

al punto di vedere

dove tutto cede

sfinisce

disarticola e rende il corpo

sottile, ma sono anche io

nei tram popolosi

la sera, e di poeti

nemmeno l’ombra

Da Lampioni lungo lo slalom del vento

l’aria suggerisce l’ultima neve

in arrivo, il fieno sotto la tettoia

anche stavolta resisterà e negli occhi

del vecchio guardiano

un po’ dello scendere a valle

di questi sentieri

già manca;

viene ogni inverno

a riempire la mangiatoia

per i cervi,

nel folto, dicono, anche lui

assume sembianze

d’abitante della foresta:

diventa salamandra, felce,

nei ruscelli biscia d’acqua.

Da Come di schianto

Nell’acqua i resti del passato

temporale: rami, tronchi marci, bottiglie

che affiorano; a guardare bene

si può notare un paesaggio

nel paesaggio: s’intuiscono

alpi all’orizzonte, valli strette,

torrenti e sentieri.

Il vecchio che spinge

la barca, guarda il cielo,

capisce il tempo, e fa un gesto

come a scostare l’acqua torbida

per scoprire, sotto, le vere

geometrie delle correnti.

Stefano Lorefice, Frontenotte, Transeuropa, euro 15








pubblicato da a.tarabbia nella rubrica poesia il 26 agosto 2011