Ogni bene utile

Maria Cerino



E fu proprio tornando dal suo giro pomeridiano che Nina lo trovò steso a terra nel bagno con la patta abbassata e il sesso penzolante verso il lato sinistro, disteso supino com’era. I pantaloni erano scesi a metà e la cintura ancora chiusa gli stringeva le gambe, magari nell’ansia di doversi sedere per urinare aveva calato le brache senza sbottonare tutto a dovere. Stava in mezzo al suo piscio fino alla faccia con la bocca aperta e una ferita sanguinante sulla fronte; lo tirò su e cominciò a spogliarlo mentre faceva scorrere dell’acqua nella vasca.

Sentiva il caldo della pipì, togliendogli la maglia e sfilandogli le mutande, fermarsi in mezzo alle mani. Lo reggeva tra le sue gambe seduti entrambi sulla tazza e spostava pezzo a pezzo il corpo con delicatezza. Nella schiuma Pierino aveva riaperto gli occhi e mentre l’acqua gli scorreva sul viso, sentendo il sapore del sapone arrivargli alla lingua, aveva anche serrato la bocca e Nina aveva avuto l’impressione che da informe quel dolore, che di sicuro aveva dovuto provare il vecchio, si fosse finalmente appropriato di una degna espressione, si fosse ripreso il corpo dopo aver aleggiato sulla puzza di merda e piscio come se non dovesse essere altro che morte.








pubblicato da m.cerino nella rubrica racconti il 9 gennaio 2013