Stella d’Italia, Stella d’Europa

Antonio Moresco



Le date di partenza dei vari bracci della Stella si avvicinano.
Iscrivetevi, iscrivetevi.
Siamo in quel particolare momento in cui non sappiamo che cosa succederà, in cui ci sono un’enormità crescente di cose da fare e ci sembra di non essere in grado di poterle svolgere con le nostre poche e volontarie forze. Poi, d’un tratto – è successo così anche l’anno scorso con Cammina Cammina – ci si metterà in strada, e allora tutto coinciderà, quello che dovrà succedere succederà.
Visto che è già quella di quest’anno un’impresa al limite e forse anche oltre, vorrei, da subito, da adesso, da prima ancora di questa nuova partenza, accennare a un’altra impresa di cui quella di quest’anno sarà la preparazione, come Cammina Cammina è stata la preparazione della Stella d’Italia. Perché il movimento prefigurativo che stiamo cercando di mettere al mondo è simile a quello che produce una piccola goccia quando cade su uno specchio d’acqua creando cerchi concentrici che si allargano sempre più.
L’anno prossimo, dopo la Stella d’Italia, proporremo a camminatori italiani e di altri paesi del nostro continente boreale la Stella d’Europa: vari bracci di camminatori che, partendo dall’Italia e da altri paesi dell’Europa, si incontreranno nello stesso giorno a Bruxelles, cuore istituzionale dell’Unione Europea, in questo momento in cui l’Europa sembra chiusa in un piccolo e difensivo orizzonte e sembra avere smarrito le ragioni della sua tormentata nascita sulle ceneri di due guerre mondiali e di una storia millenaria di divisioni e lacerazioni.
Così molte donne e uomini provenienti da tutte le sue regioni – quelli che vorranno condividere questa visione organizzando autonomamente i loro bracci – saranno testimonianza di questa possibilità e prefigurazione di una nuova Europa fondata su nuove basi e su orizzonti più ampi.
Noi italiani abbiamo le carte in regola per lanciare la proposta di questa impresa europea da compiere insieme, perché sono molti gli italiani che hanno immaginato e sognato una nuova Europa che fosse crogiolo di una nuova convivenza di popoli e possibilità irradiante: Giuseppe Mazzini, Carlo Cattaneo, Altiero Spinelli e il suo Manifesto di Ventotene
Sarebbe bello e carico di significato far partire il braccio italiano di questa nuova Stella più grande dalla città di Mantova, dove alcuni anni fa sono stati trovati gli scheletri preistorici di due ragazzi abbracciati, per dire che l’Europa comincia prima, viene da più lontano, da più lontano della sua terribile storia segnata da continue guerre, massacri, genocidi, Olocausto, e che ci additano, con le loro povere ossa ancora avvinte in un abbraccio, una diversa possibilità futura.
Fra poche settimane cominceremo a camminare attraverso l’Italia e ci incontreremo all’Aquila, la città che abbiamo eletto a nostra capitale ideale per la sua tragica esperienza di distruzione e per il suo desiderio di ricostruzione e rigenerazione. Conosceremo lungo strade e sentieri nuove camminatrici e nuovi camminatori che speriamo saranno con noi in questa avventura e anche in quella futura.








pubblicato da ilprimoamore nella rubrica stella d’Italia il 27 aprile 2012