Il cammino si ferma, l’avventura continua

Giuliano Pisapia, Franco Arminio, Serena Gaudino



Giuliano Pisapia, 29 giugno 2011

[Antonio Moresco aveva scritto al Sindaco di Milano a nome di tutti i partecipanti di "Cammina cammina", illustrandogli il senso e lo spirito dell’iniziativa. Giuliano Pisapia ha risposto con il seguente messaggio.]

«Caro Antonio,
ho molto apprezzato il Vostro invito a partecipare all’iniziativa da Voi promossa, ma mi è stato impossibile farlo.
Condivido però il messaggio che Voi intendete trasmettere: credo fermamente nell’unità del nostro Paese e penso che, oggi, le città di Napoli e Milano possano rappresentare il cuore di questa unità. Così come penso che iniziative come la Vostra siano estremamente importanti dal punto di vista simbolico e pratico.
Vi auguro quindi di concludere positivamente il Vostro cammino e Vi saluto molto cordialmente.
Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano.»

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Franco Arminio, 3 luglio

«Oggi sono stato a Succivo a incontrare gli amici atellani e i camminatori che hanno percorso l’italia a piedi per un mese. Camminare a lungo, camminare insieme è un gesto rivoluzionario.»

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Serena Gaudino, 4 luglio

«Avventura in pausa: ieri siamo arrivati a Scampìa. Ci ha accolti la banda baleno. E’ stato emozionante. Il quartiere era vuoto, non c’era un’anima per la strada, solo macchine piene di famigliole che si fermavano incuriosite e coppiette in motorino. Ma c’era un sacco di gente affacciata ai balconi dei palazzi-grattacielo. Grappoli di persone spiavano dietro a tende e tapparelle abbassate a metà per tenere fuori il caldo e la luce del sole. Penzolava qualche braccio che faceva finta di salutare, qualche mano di bimbo e bimba. Davanti alla sede del Mammut la banda si è dovuta zittire: perché a una signora, dopo che aveva la banda provato sotto il suo balcone per un intero pomeriggio, le era venuta noia di ascoltarli e allora aveva chiamato la polizia. Che gli aveva vietato di suonare ancora, là. In quella porzione di spazio vuoto, quasi abbandonato con l’unico bar serrato ben bene. Ma appena superata la piazza la banda ha ricominciato e noi abbiamo ballato, e anche un po’ pianto. Per la stanchezza ma anche già per nostalgia. Soprattutto sugli assoli di Gennaro col flauto, l’armonica o l’ocarina. O soprattutto perché vedevamo avvicinarsi la fine del viaggio e del sogno. Che ha riempito di nuovo di significato le parole antiche come amicizia e condivisione. Che bello! Ho esclamato. E mi sono ritrovata a ripeterlo spesso, anche in silenzio: che bello! Che bello! Che bello… Stamattina poi siamo stati con il sindaco napoletano Nuovo: Luigi De Magistris ci ha incontrati e gli abbiamo dato la bandiera che ci aveva affidato il prefetto di Pavia, e una spilletta con il tricolore e una letterina di Giuliano Pisapia che speriamo invece di vedere a Milano il prossimo 17 settembre quando si farà di nuovo festa. Ma soprattutto quando ricominceremo a sognare tutti insieme e questa volta in molti di più della prima.»








pubblicato da s.baratto nella rubrica cammina cammina il 6 luglio 2011