Da Lucca a Altopascio

Luca Cristiano



decido, non sapendo ancora se potrò fare altre tappe, di portarmi dietro la signorina lunghipassi e partecipare alla comodissima passeggiata pianeggiante che da lucca conduce ad altopascio. carla mi informa che si può dormire la sera prima in ostello. così non devo neanche svegliarmi troppo presto. comoda la vita.

antonio moresco in pigiama che mima una cavalleresca danza del camminatore.

la mattina un paio di studenti pisani si presentano coraggiosamente e, per spirito di contraddizione, non sono accompagnati dalle proverbiali condottiere femminili.

uno è fabio gigli, da conoscere come il ragazzo fotonico.
l’altro è roberto gerace, da conoscere come l’apocalissi analitica.

colazione al bar. dolore all’anca persistente. inizio a camminare e sparisce. gli altri camminanti sorridono in momenti in cui non si darebbe la speranza di un sorriso. di conseguenza, il volo degli uccelli traccia curve migliori, le geometrie si compongono di grazia meridiana alle nove del mattino, le linee d’oro sopra le foglie degli alberi si tendono fino a risuonare.

ridefinizione del concetto milleriano di "passegiata igienica".

a un certo punto, nello spazio tra le visioni frammetarie di un paio di chiese, spunta una sezione inurbana di mondo con tanto di albero di ciliegie. la signorina lunghipassi ha alle orecchie sferette rosse. l’equivoco del mito è dato, accumulazione delle faccende oniriche, innalzamento del livello lirico.
che se poi fosse epico, mica mi soprenderei. dice il ragazzo fotonico, che la corrispondenza tra le speranze sociopolitiche italiane rifiorenti e le gambe libere camminanti ha del fotonico. fotonico!

con jonny, che è l’armonia di un violino se l’armonia di un violino portasse i jeans e avesse la mascella così ben disposta, si parla in polemica armonia di scrittura e del signor de sade. il discorso conduce alla metafora dell’orologio, a certe tenerezze per una fantasticheria del vecchio in manicomio, all’attraversamento di un campo con saltino e defilamento.

ancora di fianco ad antonio moresco. il soggetto della frase è hamsun. pausa. strindberg. giordano bruno, giambattista vico. provo a mettere in parola la mia fantasia camminante che a coppie alternate si incrocino dentro un bar. devo averla detta in maniera leggermente incomprensibile, perché infatti non si capisce. poi si capisce. antonio moresco sorride. ripete nel movimento del gomito destro le curve dei voli di cui sopra.

siamo già a metà strada. vogliamo arrivare subito, non vorremmo arrivare mai. quod erat demonstrandum, un’altra volta!

seduti a fare pausa. lunghipassi tira fuori le bolle di sapone. soffiaci il fumo dentro. quando lavoravo a scuola con quel ragazzo che mi picchiava forte sui genitali...(il dove il come il quando? see...figurarsi il perché! un po’ del cosa, ma proprio perché questi camminanti sono tutti troppo luminescenti!)

ci vediamo più a sud. ci vediamo più a sud?








pubblicato da c.benedetti nella rubrica cammina cammina il 8 giugno 2011