Il paese di Dio

Teo Lorini



Curt Marder, il rancher protagonista di questo splendido romanzo, ha una tale potenza figurativa da poter ambire alle vette dell’Archetipo. Se Don Abbondio è, per antonomasia, il Vile e Rastignac l’Arrampicatore sociale, Curt Marder è l’incarnazione suprema del Bifolco Americano: razzista, ignorante, vile, tonto e persino bigotto.
Naturalmente la maestria di Everett non rivela subito le caratteristiche del suo personaggio con cui anzi il lettore dapprima simpatizza, incontrandolo, all’inizio del Paese di Dio , mentre scruta impotente da un’altura una banda di razziatori che gli devasta la misera fattoria, gli rapisce la moglie e gli accoppa il cagnolino con una freccia (malamente) contraffatta a simulare un’aggressione d’indiani. Quanti western iniziano così e proseguono con l’infelice colono che va nel classico paesello di frontiera per chiedere (e ottenere) aiuto dagli altri pionieri? Everett invece insinua ben presto il sospetto che il mitico Far West del cinema abbia poco a vedere con una realtà fatta d’avidità e miseria, della puzza di chi si lava una volta all’anno (bisestile) e della concretezza dei due genocidi – quello dei nativi e quello degli schiavi africani – che l’America ha rimosso con la stessa disinvoltura con cui Marder promette una terra già persa a poker al braccatore Bubba se quest’ultimo lo aiuterà a ritrovare la moglie. “Tanto” è il mantra del Nostro orribile antieroe “Bubba è solo un negro”.
Partiti con la giovane vittima di un’altra razzia, i due uomini intrecceranno il cammino di molti altri personaggi – bari e fuorilegge, ballerine da saloon e venditori di elisir – fra i quali giganteggia la figura raccapricciante di un folle Generale Custer en travesti. Non si creda però che Everett scada nella farsa: la sua è anzi un’ironia intelligente e misurata sino all’ultima pagina, capace di un equilibrio sommo fra il divertimento dell’avventura e la pietà per una condizione umana commovente quanto disperata.
Un elogio merita anche la perizia con cui Marco Rossari, cui si deve molta della fortuna italiana di Everett, ha saputo rendere in italiano il sapore dell’originale, composto in una lingua d’invenzione felicemente sgangherata e tagliata come un abito d’alta sartoria sulla personalità di Curt Marder.

Percival Everett, Il paese di Dio (trad. di Marco Rossari), Nutrimenti, pp. 200, euro 16.

Pubblicato su «Blow Up», n.157 (giugno 2011).








pubblicato da t.lorini nella rubrica libri il 2 giugno 2011