Generazione

Sergio Nelli



Rossana ha cominciato a piangere. Erano le sei del pomeriggio e vedere per le scale la nostra vicina incinta scendere con cautela appoggiandosi al corrimano le ha ricordato i suoi obiettivi sospesi. Maternità e laurea: la maternità in primis, la laurea che ostacola. Quando Rossana piange così non so mai se arrabbiarmi o consolare. Ci siamo stesi sopra il letto rifatto, lei guardava fuori la luce ancora forte, i tetti rossi che sembravano lustri, ma era solo l’aria pulitissima. L’ho abbracciata, le ho accarezzato la testa, aveva il viso ancora tutto bagnato, le tremava il labbro superiore. Così da quel venerdì sera e per tutto il week end abbiamo seminato a spaglio: sei volte, e ogni volta abbiamo detto parole d’amore.
Alcuni mesi fa abbiamo acceso un mutuo, mi dicevo tra me e me, ora stiamo accendendo questa miccia.
Sabato abbiamo sistemato la casa con più cura del solito. Lei ha pulito la cucina mentre davo l’aspirapolvere in tutte le stanze. Abbiamo fatto il bagno insieme e continuato le effusioni prima e dopo il pranzo. L’esigenza di mettere in corpo qualcosa di buono che non fosse pesante ci ha fatto mangiare noci, olive, pomodori e mozzarella, pane. La sera ci siamo sistemati davanti alla televisione e abbiamo visto su Sky il film Look both ways in cui una ragazza che disegna e dipinge ha in ogni momento delle immagini mentali di rovina e di catastrofe che la coinvolgono. Per esempio, attraversando un parco incontra un uomo e subito si figura che lui tiri fuori il coltello per farle violenza; arriva la vettura sferragliante della metropolitana soprelevata e lei immagina che cada e la schiacci; passa un treno e lei pensa che deragli e la travolga. In questo ultimo caso, la sua immaginazione è accompagnata da un fatto: un uomo in quello stesso momento si suicida gettandosi sui binari. La particolarità del racconto è che la rappresentazione della realtà è accompagnata e intrecciata con le immagini mentali, che scorrono come un cartoon, con lo stesso segno e i colori che la donna adopera nella sua pittura... La donna conosce un uomo e alla fine sembra incontrare l’amore.
La domenica mattina Rossana si è misurata la temperatura basale con il termometro apposito e, anche se ha detto che era inutile, pareva soddisfatta. A pranzo abbiamo mangiato un pollo di rosticceria con le patate arrosto, bevuto un prosecco e fatto un brindisi a noi, al nostro progetto. Io, di un pollo così, ne mangio metà da solo.Il pomeriggio che in genere spendiamo in passeggiate o visite fuori porta o, haimè, in passaggi all’Ikea e ai centri commerciali, l’abbiamo trascorso a letto.Verso le sei mi sono messo a leggere il giornale. Rossana che si era alzata, stava trafficando in cucina e ascoltava la radio. Ho riconosciuto la canzone di Cyndi Lauper Time after time prima di assopirmi e quando ho riaperto gli occhi non riuscivo più a ritrovare la macchia sul lenzuolo che avevo visto. Rossana si è seduta sul bordo del letto, ha piegato la testa verso di me e mi ha guardato come una gallinella. Le ho accarezzato la schiena e abbiamo fatto di nuovo l’amore.
Mentre dormicchiavo Rossana aveva preparato la pasta per la pizza e una volta lievitata l’abbiamo stesa in due teglie optando per una margherita con capperi e una focaccia bianca con rosmarino, parmigiano grattato, prosciutto cotto e peperoncino.
Dopo cena Rossana mi ha lasciato vedere il posticipo della serie A di calcio e si è messa a leggere un libro sull’Islamismo. Eravamo entrambi stanchi e abbiamo dormito presto, come piombi. Il giorno successivo, sulla tangenziale, mentre un aereo passava vicino alle teste degli automobilisti riempiendo il cielo grigio di un rombo lamentoso, mentre ascoltavo alla radio le notizie di un’Italia sempre più mostruosa, mi sentivo nondimeno trasparente, come ripulito, e allora ho salutato l’erba, le spighe e i papaveri che bordeggiavano l’asfalto.








pubblicato da s.nelli nella rubrica il dolore animale il 26 maggio 2011