Bugiardi e innamorati

Teo Lorini



Nelle pagine che introducono Bugiardi e innamorati quell’eccellente prefatore che è Giorgio Vasta paragona le short stories di Yates al lavoro di un ingegnere specializzato nella demolizione di edifici malfermi. Era vero per Undici solitudini e lo è anche per questo libro che raccoglie sette racconti inediti in Italia: ciascuno di essi descrive una rovina che avviene quasi al rallentatore, partendo da un’incrinatura appena percettibile. Spesso l’origine di questi crolli affonda, remota, in quell’infanzia che è uno dei luoghi topici della scrittura yatesiana. In Bugiardi e innamorati, ad esempio, molti personaggi escono da coppie divorziate e su di loro titaneggiano figure di madri perennemente attente alla creazione e alla proiezione di un’immagine artefatta di sé, incuranti dell’imbarazzo e del senso di inadeguatezza che tutto ciò proietta sui figli. Molte di queste madri totemiche hanno velleità di un’affermazione artistica che dovrebbe riscattare i propri fallimenti esistenziali, ma che immancabilmente si scontra coi meschini compromessi della vita quotidiana e, allo stesso tempo, proietta i propri insuccessi sulle circostanze esterne: uomini sbagliati, incontri deludenti e, va sans dire, la pesante cura di figli disinvoltamente trascurati. È da questi esempi che nascono gli indimenticabili protagonisti di Yates, uomini che vorrebbero costantemente essere diversi, eternamente in cerca di uno scatto (perdere la verginità, farsi un amico, scrivere un libro, cambiare casa, nazione, lavoro) che possa cambiare le loro vite di padri e mariti e artisti e, in definitiva di adulti mancati («Come puoi fare il padre, se sembri ancora un figlio?» chiede un collega al protagonista dello straordinario "Saluti a casa"). Intenti a edificare uno scenario abbastanza verosimile perché nessuno si accorga del vuoto retrostante, questi uomini e queste donne si condannano a ripetere gli errori di chi li ha preceduti e a seminare nel mondo un dolore che li circonda e avvolge lentamente, caparbiamente tutti coloro che li amano. Guardare dritto in faccia questo dolore, farsene attraversare per trasformarlo in vera letteratura: ecco l’impresa di Yates, uno scrittore che non ci si stanca mai di leggere e di consigliare.

Richard Yates, Bugiardi e innamorati (traduzione di Andreina Lombardi Bom), minimum fax, pp. 319, euro 13,50

pubblicato su «Pulp Libri», n. 91 (maggio-giugno 2011)








pubblicato da t.lorini nella rubrica libri il 21 maggio 2011