La forza del riso

Antonio Moresco



Ho letto nei giorni scorsi due libri che mi sembra meritino davvero la definizione di comici. È per me una fortuna imbattermi ogni tanto in libri comici, veramente comici, non come quelle cose battutistiche automatiche che si sforzano di far ridere ma che non fanno ridere, come ce ne sono tante in questi anni.
Io amo molto il comico, quello vero, che nasce sempre dal dolore del mondo. Ci sono molti che considerano il comico un genere inferiore e lo guardano dall’alto al basso. Io non sono di quelli.
Come se non bastasse, ho la fortuna di conoscere gli autori di entrambi questi libri, per cui il mio godimento era raddoppiato dal fatto di immaginare l’aspetto fisico dei protagonisti di queste storie e di sentire persino, leggendo, l’inflessione particolare delle loro voci.
Sono due libri molto diversi l’uno dall’altro, ma sono accomunati dal fatto di avere la forza del comico e dall’essere tutti e due libri d’esordio, scritti per di più da due persone pressoché coetanee.
Il primo dei due si intitola Amori al singolare, è di Teo Lorini, è pubblicato da Effigie e sarà in libreria dal 25 maggio. Racconta, attraverso il filo di sei racconti, la difficile educazione sentimentale di un ragazzo negli anni Ottanta e Novanta con una comicità impassibile e amara, alla Buster Keaton, e si conclude con un racconto laconico e pieno di desolazione corale e generazionale, dove vengono messe a nudo alcune vite nel passaggio tra l’adolescenza e la vita adulta.
Il secondo si intitola Volevo essere una gatta morta, è di Chiara Moscardelli ed è pubblicato da Einaudi Stile Libero. Questo è invece un libro dalla comicità estroversa, impudica, spiattellatrice, quasi orale, armata solo del coraggio della disperazione. Racconta la storia della "cattiva educazione sentimentale" di una ragazza e poi di una donna dagli anni Ottanta e Novanta ai nostri anni.
Come il libro di Teo Lorini, ci fa capire quanto è successo in questi ultimi decenni nel tessuto intimo della vita, che devastazione è avvenuta. Si ride, si ride, ma ci viene raccontato un deserto.
Fra un po’ di giorni ci metteremo in cammino a piedi attraverso l’Italia. Il riso è una forza. Per camminare così tanto ci vuole anche questa forza e questo coraggio.








pubblicato da a.moresco nella rubrica libri il 17 maggio 2011