Da terremotati a terremotanti

Antonio Moresco



Manca meno di un mese alla partenza della Stella d’Italia. Molti camminatori, da diversi mesi e tra mille difficoltà, stanno lavorando con passione e in modo del tutto volontario per rendere possibile questa impresa.
Non era una cosa scontata ed è per me un privilegio e un onore averli conosciuti.
Grazie!
La lista delle adesioni cresce di giorno in giorno ed è ormai impressionante. Ci sono arrivati – com’era prevedibile – anche sberleffi e sputi, da parte di chi non ha evidentemente altri argomenti di fronte a qualcosa di anomalo e alieno. Ma non importa. Noi andiamo avanti per la nostra strada.
Il nostro Paese sta vivendo – a livello politico, economico e sociale – un momento difficile, confuso, gravido di incognite e anche di rischi. Crisi economica, disorientamento, sfiducia, persino disgusto. E’ il momento di mettere al mondo anche qualcosa d’altro, di far emergere anche altre potenzialità inaspettate e altre forze, che vengono prima e che vengono dopo.
Le carovane di camminatori che da ogni parte d’Italia convergeranno verso l’Aquila possono essere una di queste forze.
Da terremotati a terremotanti.
Invito tutti quelli che vorranno partecipare a rompere gli indugi e a iscriversi (iscrizionistelladitalia@gmail.com), perché abbiamo bisogno di cominciare a dare una qualche fisionomia, non dico precisa ma perlomeno iniziale, a ciascun braccio, di avere una prima idea del numero dei camminatori, per poter organizzare e prenotare i pernottamenti a fine tappa.
A tutti auguro tranquillità. Quello che stiamo facendo è una cosa imprevedibile, inedita per motivazioni e ampiezza, frutto di un contagio e del concorso volontario di molti, perciò non si può sapere fino a un momento prima quello che ne verrà fuori. Ma è certo che tutti noi ce ne ricorderemo fino a quando vivremo.








pubblicato da ilprimoamore nella rubrica condividere il rischio il 20 aprile 2012