La patria non esiste

Andrea Tarabbia



Da domani sarà disponibile un piccolo libro che ho scritto per un progetto della casa editrice Il Saggiatore: ad alcuni autori under 40 sono stati affidati dei temi di scienze storiche, politiche, filosofiche, biologiche, economiche e così via, con il compito di scrivere un «eSaggio» che verrà pubblicato esclusivamente in formato ebook.

Il mio libro si chiama La patria non esiste. L’idea d’Italia a destra e sinistra, e, nell’anno del centocinquantenario, prova a fare i conti con il rapporto – spesso maldestro – degli italiani con la loro nazione, con la mia idiosincrasia per il termine «patria» e con le battaglie ideologiche che, dal Risorgimento alla nascita della Lega nord, si sono consumate sul concetto di identità nazionale, di Italia, di madrepatria, e, infine, con la miriade di piccole patrie che da secoli frammentano la nostra nazione.

Fa anche i conti con qualcosa che è successo nella mia famiglia molto prima che nascessi, e che, da quando lo so, mi torna spesso in mente con un monito e un esempio:

«Quando mio nonno aveva diciotto o diciannove anni, mentre faceva il militare in Germania, fu raggiunto da una lettera che lo avvisò della morte di sua madre. I suoi diretti superiori, anche se si era nel pieno della Seconda guerra mondiale ed era il 1943, gli fecero ottenere un permesso per tornare in Italia, a Saronno, e partecipare ai funerali. Il nonno salì su un treno e, da dove stava, mi pare dalle parti di Monaco di Baviera, tornò a casa. Il viaggio, come si può immaginare, fu piuttosto lungo e difficoltoso, e arrivò che la madre, la mia bisnonna, era già stata seppellita da tre giorni. Sul treno del ritorno, il nonno non sarebbe mai salito. D’accordo con la sorella Giannina, si nascose nella sua casa per alcuni mesi. Non ci sono documenti che provano quello che sto raccontando, e i protagonisti sono quasi tutti morti all’infuori di Piero, figlio di Giannina e cugino del nonno, che è vecchio e malato e che, soprattutto, all’epoca era talmente giovane che la madre riuscì a tenergli nascosto il fatto che suo cugino Peppino non era tornato in Germania e si nascondeva lì, da qualche parte nella corte di via San Giacomo. Non essendoci documenti, è impossibile ricostruire l’esatta cronologia della vicenda: mia nonna Caterina, che ha 85 anni e gira in bicicletta ed è lucidissima, nel 1943 non era ancora fidanzata del nonno e lo conosceva solo di vista. Si ricorda che, dopo la guerra, nel quartiere per qualche anno si raccontò la storia del Peppino che aveva disertato ed era rimasto chiuso da qualche parte per alcuni mesi. Il nonno non ha mai parlato volentieri di quell’epoca: con me, parlava solo in modo generico della Germania e diceva che era lì che aveva imparato un po’ di tedesco; quando ero piccolo, la storia della sua diserzione mi fu raccontata da mia madre. Con lui ne potevo parlare, ma era restio a dare informazioni o forse io ero troppo giovane per cogliere le sfumature dei suoi discorsi.
(…)
Mia mamma mi raccontava che, se lo avessero preso, lo avrebbero fucilato come traditore. Questa è la parte della storia che mi colpiva di più, perché nessun nipote può immaginare il proprio nonno messo al muro; soprattutto, diceva mia mamma, «Se l’avessero preso non ci sarei stata io, e non ci saresti stato neanche tu».
Io ero e sono orgoglioso di avere tra i miei antenati un disertore, un uomo che decise che con il fascismo non voleva avere niente a che fare e che, negli anni caldi della guerra, tradì la patria.»

Il libro sarà in vendita su tutti i canali tradizionali di vendita di ebook (da ibs a Bookrepublic e così via) e sul nuovo eStore del Saggiatore, e verrà presentato, insieme agli altri che fanno parte del progetto, al Salone del Libro di Torino domenica 15 maggio alle ore 17, presso la Sala Professionali.

Andrea Tarabbia, La patria non esiste. L’idea d’Italia a destra e sinistra, Il Saggiatore, euro 4,99








pubblicato da a.tarabbia nella rubrica libri il 11 maggio 2011