Il Cavaliere dell’Apocalisse

Maria Cerino



Se hai casa all’Eur, quartiere romano, due cose si danno abbastanza per scontate: sei ricco e fascista. Alfonso Luigi Marra sostiene di non essere di sicuro una delle due, vive in una bellissima villa con ampi giardini luminosa di marmo bianco e lampadari di cristallo, lastricata di rovere scuro. You tube è uno stato nello stato, imperium in imperio, e ha un Ministero degli Interni tutto suo. Dopo aver postato il video di promozione del libro Il Labirinto femminile con Ruby Rubacuori, l’avvocato Marra è diventato ministro degli interni, esteri e pari opportunità di quello italiano. E non solo per i temi affrontati in una manciata di secondi – vedi la nozione sullo strategismo sentimentale che parte dal gioco di ruoli in una coppia per arrivare al signoraggio bancario – ma per la scelta provocatoria del testimonial, la Ruby dello scandalo berlusconiano, ovvero l’escort minorenne marocchina con cui sembra sia andato a letto il premier italiano e relativi dibattiti sul ruolo della donna, il corpo della femmina e l’etica e la morale in politica. Un’intera agenda setting.
Il difetto di interlocuzione con l’avvocato è nel pensarlo organico a una certa destra nostrana, quella di Berlusconi per intenderci, e nell’interpretare le sue crociate contro il moralismo – per esempio – come una difesa di parte. Non che giochi a suo favore intervistarlo su un divanetto di pelle su cui, in un video, appare in compagnia di due note soubrette, scosciate e intente a discorrere ancora di signoraggio bancario con autoreggenti esibite e sorriso smarrito. Magari, poi, è questo gioco di contrapposizioni che non ha nulla di complesso ma è solo vagamente furbo, da superare. Anche perché è Marra il primo a dichiarare che con Berlusconi non ha nulla a che fare, <>. Quale sia la sua connotazione ideologica, poi: <>.

Quindi Marra non è berlusconiano. Allora, Ruby che c’entra? <>. L’assurdità – o il fascino – di certi personaggi sta nel far cambiare idea di continuo, così, ad ogni risposta. Si partiva con l’italiano medio con la fisima delle belle donne e denaro e si giunge allo scrittore barra filosofo barra antropologo la cui astrusità delle dichiarazioni cela, in realtà, un’enorme sapienza. Si consideri il discorso: <>. Pausa, digressione: <>.
Le donne non contano niente. Okay, ma allora Ruby? <>. Non sa usare l’iphone, l’avvocato, ha comprato l’ultimo modello e fa fatica a rispondere alle numerose telefonate che riceve. Sembra abbia molti affari di cui occuparsi, <>. Eh sì, Alfonso Luigi Marra, lo scrittore che paga di tasca propria pubblicazione distribuzione e pubblicità delle sue opere, è un avvocato esperto in cause contro le banche e ha pure un sito – dal quale è possibile contattarlo scrivendo all’indirizzo email – www.fermiamolebanche.it continuamente aggiornato, con tanto di estratti dai suoi libri scaricabili in pdf. << In un video che ho bloccato e che non è mai arrivato sul web dico “Le banche rubano” e prendendo Ruby da un fianco le faccio rispondere “E io Ruby”: carina, eh? Troppo provocatoria, però. Perché Ruby? Perché utilizzando lei – una povera diciannovenne che si è vista al centro della scena e non sa raccapezzarsi più – tutti, giornali italiani e stranieri, sono venuti a cercarmi e io ho avuto la possibilità di parlare del signoraggio bancario. Mai capitato prima considerato che do molto fastidio alle elite sia economiche che politiche del Paese. Ho il potere di cambiare il corso degli eventi, come dissi a Berluschino nel 1986>>. Ecco. Genio?
E non è vero che era un berlusconiano asservito al potere e non è vero che fosse un depravato e neppure un maschilista cavernicolo, è un genio che per stravolgere le regole della società ha utilizzato codice e canali della medesima. Un fine intellettuale integrato dotato di una certa ironia che ha fregato tutti. Giuro che per qualche minuto mi è sembrato persino bello, o meglio, più gradevole di come appare sulla foto di copertina de Il Labirinto femminile, il suo ultimo romanzo barra saggio. Capita così con certi personaggi, hanno un fascino che si apre e chiude come un ventaglio: sembrano necessari e inutili nell’alternanza delle domande. Una scoperta prima e una vergogna dopo, come se in mezzo a un dialogo di un paio d’ore intercorresse un evento storico.
<>, <> e ancora <>, <>. Hanno questo di bello, certi personaggi, predicatori dell’assurdo.
L’avvocato scrittore annuncia che ci sarà un sequel al video, sempre con Ruby e mentre racconta i particolari – lo gireranno a Napoli e farà da regista il figlio di Lele Mora – organizza il volo da Genova per la giovane marocchina (gli ha squillato più e più volte durante l’intervista e Alfonso le ha pazientemente ritelefonato puntualmente), nell’incuranza del registratore detta il numero della ragazza: 342 02 31… seduto com’è sul divanetto di pelle chiara, con alle spalle un ghepardo imbalsamato, lì dove l’altra diva Manuela Arcuri aveva recitato la frase cult sullo strategismo sentimentale, citando il denaro che possiede e gli 8.000 euro che ha speso per comprare una pagina sul Giornale pochi giorni prima, la corruzione dei magistrati, con il suo Storia di Giovanni e Margherita bene in vista, appare per quello che è: la riproposizione in farsesco di uno spettacolo a cui abbiamo assistito più volte.

Una versione più breve di questo articolo è apparsa su Cafebabel.com








pubblicato da m.cerino nella rubrica a voce il 3 aprile 2011