Un paese troppo sano

Marco Rossari



In una scena memorabile di L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello, Oliver Sacks racconta di un irrefrenabile scroscio di risa proveniente dal reparto afasici che desta l’allarme nella clinica dove lavora. Quando accorre, vede che i pazienti stanno assistendo a un discorso accorato del Presidente – "il vecchio Seduttore", lo chiama, "l’Attore" – volto a commuovere gli spettatori grazie a un uso sfrontato della retorica. Solo che, invece di spremere lacrime, i malati ridono a crepapelle.

"Spesso di questi pazienti," spiega Sacks, "persone intelligenti ma affette da una gravissima afasia percettiva o globale che le rendeva incapaci di capire le parole come tali, si diceva che ciò nonostante capivano la maggior parte di quanto veniva loro detto." Sotto il pistolotto ampolloso i degenti paradossalmente intravedevano il nocciolo pagliaccesco.

Ebbene, sarebbe bello che davanti all’ennesima sciocchezza raccontata da un altro vecchio Seduttore, gli astanti ogni tanto reagissero con uno sguardo serio e impassibile. Ma temo che l’Italia sia un paese troppo sano per non ridere davanti a una barzelletta.








pubblicato da m.rossari nella rubrica democrazia il 2 aprile 2011