In tram

Massimo Magon




Oggi, in tram un ubriaco, alto, con la tuta e il marsupio, mi si è messo di fianco. Quando oscillava mosso dall’andatura del tram si appoggiava a me, e si tirava su, lasciando lì quell’odore di bicchiere non lavato dalla sera prima. Così ho fatto un passo lontano da lui. Adesso potevo vedere dal finestrino. Era quasi buio, c’era tantissima luce dentro i negozi, i bar, vedevo solo la nuca delle persone. Sentivo la musica in cuffia. Quando l’ubriaco è caduto quasi non ho sentito niente, forse un po’ di rumore, ovattato, o un riflesso nel vetro, mi sono voltato che era già in piedi e mi ha risposto che era ok, forse cadendo mi aveva sfiorato appena, non sono sicuro, aveva provato ad aggrapparsi a me come uno può provare ad aggrapparsi a qualsiasi cosa ci sia a portata di mano ma non era riuscito a stringere le dita e mi aveva solo spinto un poco. Oggi mi è capitato questo, di sentirmi come una tenda tra una finestra e uno che ha perso l’equilibrio.








pubblicato da t.lorini nella rubrica emergenza di specie il 9 gennaio 2013