Scampia felice: Un laboratorio politico

Aldo Bifulco, Antonio Caferra, Lino Chimenti, Franco Maiello, Patrizia Palumbo, Domenico Pizzuti, Sergio Sala, Fabrizio Valletti, Giovanni Zoppoli



Il Manifesto
Per una rinascita complessiva del quartiere, per il vuoto esistente tra cittadini ed istituzioni politiche, è urgente la ripresa della Politica sia da parte delle istituzioni politico-amministrative sia dei cittadini liberamente associati o meno. Invisibili sono i partiti tradizionali, ed episodiche le loro iniziative di carattere pubblico. Attivi invece associazioni e movimenti storici o recenti operanti per una risposta a bisogni sociali e culturali. Negli ultimi anni si deve segnalare l’attivismo preoccupante di movimenti che mobilitano per obiettivi ambigui, dal rifiuto dei siti di compostaggio, all’allontanamento dei Rom. Urge quindi un ritorno alla Politica per scopi non particolaristici, come libera discussione e confronto su programmi e progetti (come il laboratorio politico “Scampia felice”), per la mancanza di mediazione palese tra cittadini ed istituzioni, allo scopo di convogliare cittadini singoli ed aggregazioni verso obiettivi che riguardano più da vicino i cittadini del quartiere. Quale allora la mission di Scampia nell’area Nord di Napoli? Al di là del Patto dell’Amministrazione comunale per Scampia recentemente deliberato e da implementare, indichiamo un crono-programma possibile:
- un primo tempo potrebbe essere dedicato alla realizzazione delle opere incompiute e/o alla manutenzione delle opere consegnate (dalla stazione della metropolitana di Piscinola con le opere d’arte di Felice Pignataro, al campo regolare di calcio per ragazzi, alla valorizzazione della villa Comunale, della Piazza Giovanni Paolo II);
- un secondo tempo potrebbe invece essere dedicato all’elaborazione di un progetto globale di crescita economica e sociale con la discussione ed il confronto di idee, come aveva suggerito nella primavera scorsa il Ministro Barca ed il sottosegretario all’istruzione Marco Rossi Doria alle associazioni del territorio per la definizione di un programma comune per l’ambito sociale. Si propongono alcuni punti elaborati dal Coordinamento del Comitato “Scampia Felice” già indicati nel precedente Manifesto o aggiornati.

Partecipazione politica e civica per una nuova Scampia
Il progetto a cui tutti i cittadini sono chiamati per superare le difficoltà economiche ed i disagi sociali di tante famiglie e la strumentalizzazione di istituzioni e movimenti concerne l’attivazione per uno sviluppo economico equo e solidale, una crescita sociale e culturale per il completamento della cittadinanza ed il superamento della dipendenza, dell’assistenzialismo e del clientelismo. Priorità delle priorità è la crescita della coscienza e partecipazione politica e civica per la realizzazione corale della NUOVA SCAMPIA, cioè di SCAMPIA FELICE. Un RISVEGLIO DELLA CITTADINANZA ATTIVA non solo in gruppi, associazioni, laboratori politici e culturali impegnati da anni sul territorio, in modo da facilitare il dialogo ed il confronto su iniziative, progetti, prospettive di crescita di Scampia e dell’area Nord di Napoli.

Per una Scampia dei cittadini e non dei tromboni
Scampia è tua, o meglio di tutti noi, ed invoca una “SOLIDARIETA’ CIVICA” – che superi quella puramente familistica, di clan o di ceto - per il progresso e bene di tutti e di ciascuno, guardando al di là di chiusure e confini fittizi o strumentali. Solo così si costruisce il futuro di Scampia con una strategia di inclusione e non di esclusione di alcuno o di iniziative di crescita economica e civile.

1. Politiche sociali
- Formalismo e standardizzazione: in riferimento all’effettività delle politiche sociali sul territorio, che non sono prerogative del servizio sociale della Municipalità o di un variegato volontariato sociale, è opportuno in ogni caso riferirsi ad alcuni “Parametri per l’assegnazione e il monitoraggio degli interventi sociali” che sono stati quasi sempre criteri quantitativi e formali, a discapito della qualità e del senso dell’intervento. Ne è derivato un tipo di sociale (ma anche di educazione) estremamente standardizzato, dove creatività, artigianalità, innovazione e aderenza alla realtà non hanno avuto quasi più posto. (Standardizzazione anche questa formale, perché raramente il committente ha avuto modo di verificare la corrispondenza di numeri e resoconti da protocollo all’effettiva realtà).
- Alcune conseguenze da evitare: a) isolamento del servizio sociale dal territorio, la perpetuazione della dipendenza assistenza-assistito e più in generale della soddisfazione di bisogni primari da erogazioni pubbliche; b) non sostituzione di funzioni pubbliche dal privato; c) reti non fittizie tra le associazioni del privato sociale.
- Attivazione tavoli previsti con Istituzioni ed associazioni interessate nell’ambito del Piano sociale di Zona.

2. Lavoro giovanile
- Investire nel lavoro giovanile, chiamando le istituzioni e tutti i soggetti sociali ed economici ad incentivare il lavoro under 40 con gli strumenti esistenti, soprattutto per i ceti più disagiati. L’ attività di Cooperative sociali e culturali è un esempio che anche a Scampia si può creare lavoro e lavorare secondo le regole.
- Politiche attive per l’occupazione delle giovani generazioni e per il sostegno delle attività produttive e dei progetti dell’imprenditorialità giovanile.
- Per l’educazione al lavoro e la formazione professionale, sviluppare sperimentazioni in botteghe e stages aziendali, come pure l’ avviamento ad una mentalità di flessibilità che giova anche nell’occupazione futura.
- Accreditare una concezione del lavoro non come fatica, favore, ma diritto e dovere per sé e la propria famiglia. Si tratta di favorire opportunità di accesso al lavoro e di far amare il lavoro.

3. Questione femminile
- Promozione attiva delle Pari opportunità da parte della Municipalità in sintonia con l’Amministrazione comunale con la partecipazione delle istituzioni ed associazioni interessate nei tavoli previsti e finora non attivati.
- Incoraggiare e facilitare le donne di Scampia dei ceti più disagiati ad intraprendere percorsi di consapevolezza delle loro risorse per fronteggiare la realtà così spesso precaria e di isolamento (self empowerment), con le istituzioni ed associazioni interessate per crescere nell’indipendenza economica e sociale.
- Attivazione di un polo dei servizi dove le donne possano crescere culturalmente e socialmente. Per facilitare queste attività è necessaria una presa in carico dei figli in centri per l’infanzia.
- Servizi alle donne per l’infanzia e politiche di assistenza alla vita specialmente per maternità precoci.

4. Scuola e formazione
L’ istituzione scolastica come realtà più significativa della presenza dello Stato nel quartiere ed occasione di intercultura per la scolarizzazione dei figli delle famiglie Rom.
- Attuazione di una programmazione scolastica che preveda l’apertura delle scuole non solo ai genitori ma anche ai cittadini per una crescita culturale dell’intera cittadinanza; vedi il progetto realizzato in più forme delle “Scuole aperte” con i POR ed i PON.
- Aggiornamento organizzato e rigoroso dei docenti ed altri operatori della scuola da condividere a livello interscuola per comprendere meglio i problemi che presentano l’apprendimento, la trasmissione dei contenuti disciplinari, le nuove risorse comunicative, per formare gli alunni ad uno studio serio e proficuo.
- Presa in considerazione ed attuazione delle iniziative per combattere l’analfabetismo di ritorno o l’analfabetismo persistente di certe categorie.

5. Ambiente e territorio
- Completare i cantieri esistenti o sospesi: stazione della metropolitana abbellendola con “l’arte di Felice Pignataro”; polo universitario; alloggi per gli abitanti abusivi delle Vele con particolari problematiche secondo norme di trasparenza; animazione dell’area della Piazza della socialità e del grande Parco urbano.
- Nell’area liberata dalla auspicata demolizione delle Vele prevedere “una città dell’altro mercato”: polo agro-alimentare; polo delle energie alternative; iniziative di riciclo di materiali vari. Occasioni tutte per creare lavoro e riqualificare complessivamente il territorio.
- “Bonifica della terra” per liberarla dai rifiuti tossici, sostegno ad iniziative macro e micro: come di iniziative di aiuole da parte dei cittadini… nell’ottica della bellezza.

6. Ambiente e salute
- Promuovere il corretto utilizzo dell’isola ecologica e l’indicazione dell’ASIA per la raccolta degli ingombranti; indicare i siti di compostaggio da localizzare in diverse zone della città e provincia. Come risorsa del territorio e strategia fondamentale nella gestione razionale del ciclo dei rifiuti.
- Interventi necessari per controllare i traffici di sostanze tossiche.
- Un costante controllo da parte delle forze dell’ordine delle attività commerciali ed industriali per verificare la loro regolarità nello smaltimento dei rifiuti.
- Verifica dei materiali trasportati da camion che percorrono il territorio regionale spesso vettori di rifiuti illegali.
- Installazione di video-sorveglianza nei luoghi critici come da anni richiesto da associazioni.
- Adesione e partecipazione ai comitati e associazioni (più di 40) della provincia di Napoli e Caserta, che si sono riuniti in un coordinamento e hanno redatto una querela nei confronti di amministratori a vari livelli, raccogliendo circa 35.000 firme a sostegno dell’iniziativa.

7. Trasporti e mobilità
La presenza di un’efficiente ed efficace rete di trasporti è il punto di partenza per la mobilità dei cittadini all’interno ed all’esterno del quartiere. Interventi concreti per una più fluida mobilità della cittadinanza:
- Chiarezza di comunicazione degli orari e dei percorsi dei trasporti su gomma e rotaie delle linee urbane. Possono servire espositori alle pensiline e carta dei servizi.
- Aumento dei mezzi di trasporto a disposizione degli autisti e dei cittadini. In particolar modo i mezzi dedicati alla linea urbana C79 per fare in modo che tutte le strade di Scampia possano essere raggiunte dal servizio.
- Coordinare gli orari degli autobus con gli orari di partenza e di arrivo della metropolitana in modo da garantire un servizio di mobilità completo.
- Aumentare i controlli dei titoli di viaggio sugli autobus ed in metro.
- Creazione di una “vera” stazione di Scampia, con un prolungamento del percorso ferroviario a Piazza Giovanni Paolo II, punto centrale del territorio, che interesserebbe circa 30000 utenti.

8. Accoglienza Rom
Una più adeguata conoscenza empatica della storia, cultura e stili di vita di queste popolazioni che fanno parte da decenni della vita del quartiere e/o amicizia e disponibilità ad accogliere e sostenere soluzioni di più civili sistemazioni anche abitative da parte dell’amministrazione comunale e municipale. L’integrazione sociale auspicata non è da una sola parte ma anche della società ospitante per crescere insieme in umanità.
- Accompagnamento alla scolarizzazione con consolidamento iniziative già esistenti: via principale per l’inclusione sociale.
- Inclusione e non esclusione (cioè cacciata dei rom come vorrebbero alcuni) secondo progetto nazionale di inclusione di Rom, Sinti e camminanti. Non vale in questo caso l’asserto: “L’erba del vicino è più verde”, è purtroppo meno verde!
- Sportello legale efficiente ed aggiornato, non solo settimanale, per le pratiche riguardanti la regolarizzazione dei Rom ed altre, il rapporto con le varie Istituzioni ed il riconoscimento dei diritti delle popolazioni Rom.








pubblicato da s.gaudino nella rubrica emergenza di specie il 8 gennaio 2013