Due poesie

Carla Saracino



Sprangate le finestre, come si faceva
una volta. Chiudete le mie ossa
in un fascio di ortiche e mietete
la fine della mia esistenza, come una volta.
Finite di partire per terre sconosciute
approdate a questa infermità: la mia voce.
Scegliete che sia femmina e unica.

***

Ma io vorrei tornare in una casa fraterna
e accarezzarne la carta da parati
o sedere alla testa del lungo tavolo di quercia
e punirmi con la foga delle stesse cose
che giacciono estreme
per carità di bellezza manomesse.

O io vorrei che questo accadesse nelle terre
di qualche Est superiore a quello pensato.
Qualche Est ricongiunto al cuore.
La punta dell’ordine, il chiarore








pubblicato da a.moresco nella rubrica poesia il 19 dicembre 2012