Con Silvio, a Salò

ilprimoamore



“Sarà interessante stare dalla parte di Berlusconi con il voto, arma ormai genuinamente ludica. E fino alla feccia, almeno per chi come me ambisca a nulla, per chi gli abbia messo contro una piccola lista alle ultime politiche, per chi abbia come chi scrive la certezza, messa in pagina e dichiarata infinite volte a lettere vuoi ironiche vuoi chiare, che il ciclo di Berlusconi è finito, strafinito.
E che la chiave della sua salvezza e di un futuro che onori la sua stessa storia, e in parte la nostra, starebbe in una ordinata e responsabile uscita da quel mondo carismatico e pazzo, umorale e scombiccherato, egotistico e di branco, riunitosi intorno al grande impresario e alla sua compagnia di giro politica. Un lascito, un’eredità, un’investitura, una successione, chiamate la cosa come vi pare e piace.
Invece, con un sorriso sulle labbra che più malinconico è difficile immaginarlo, mi preparo per un piccolo gesto personale nichilista, saloino, che non avrei mai previsto di compiere in una onorata e disonorata carriera di realista politico con qualche ideuzza e qualche criterio di giudizio, al di là di compromessi e ipocrisie che toccano a tutti. Non ci credo, ma mi adeguo. Non per lealtà, concetto serio che non si può dilatare a fedeltà di servizio, ma per testimonianza di un nulla necessario”.

Giuliano Ferrara, «Il Giornale», 25.11.2012








pubblicato da ilprimoamore nella rubrica democrazia il 13 dicembre 2012