Stanley Kubrick e me

Teo Lorini



Il numero di biografie e saggi critici dedicati all’autore di Full Metal Jacket e Barry Lindon è astronomico ma, pur portando Kubrick sin nel titolo, questo splendido libro non rientra in nessuna delle due categorie.
Emigrato da Cassino, ex pilota di Formula Ford, Emilio D’Alessandro incrocia la strada di Kubrick il giorno in cui si trova a trasportare sul set di Arancia meccanica il mitico fallo di porcellana della “Signora dei gatti”. Con quella consegna non iniziò un semplice sodalizio professionale. Gradualmente, ricevendo un incarico dopo l’altro, dilatando all’infinito il proprio orario di lavoro, incontrando via via collaboratori, attori, familiari e infine i numerosi animali (felini soprattutto) amati da Kubrick, Emilio divenne l’assistente personale del regista ma nello stesso tempo uno dei suoi amici più cari.

E il tema di questo memoir è proprio l’amicizia con un uomo straordinario nella sua genialità come nelle sue ossessioni, esigente e al contempo affettuosissimo, infaticabile nel lavoro ma insopportabile nella pretesa che chiunque debba adeguarsi ai suoi ritmi (sono esilaranti i dialoghi in cui Emilio implora qualche ora libera da trascorrere con i suoi cari e SK risponde proponendogli l’ennesimo aumento).
Ogni lettore potrà spaziare nella messe di aneddoti, testimonianze e foto che stipano le pagine del libro e scegliere i suoi preferiti (il prontuario di istruzioni da set, con gemme tipo: “If it doesn’t concern you, DON’T MESS WITH IT!”; le comiche lotte tra SK e il microonde; il Supremo Motto Kubrickiano “Either you care, or you don’t”), ma il punto di forza del libro è la fondamentale estraneità del suo autore all’universo artistico di Kubrick. Emilio è digiuno di cinema al punto da non conoscere Jack Nicholson, di chiedere a SK: “Perché non fai mai western? Sono gli unici film che guardo”, di rimproverargli le troppe parolacce in Full Metal Jacket e di stupirsi per il fatto che fra i suoi compaesani a Cassino sia addirittura celebre il regista per cui lui lavora da anni, senza mai guardarne i film. Eppure il libro è letteralmente intriso di cinema. Dal suo punto di vista eccentrico e privilegiato, Emilio assiste alla genesi e alle più disparate vicende produttive di un manipolo di pellicole che sono entrate nella storia. E le racconta con una semplicità e una vicinanza irripetibili.

Emilio D’Alessandro (con Filippo Ulivieri), Stanley Kubrick e me, il Saggiatore, pp. 354, euro 17

pubblicato su «Pulp Libri», n. 100 (novembre-dicembre 2012)
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pubblicato da t.lorini nella rubrica cinema il 5 dicembre 2012