Le interiora

Andrea Donaera



e non sapeva più
vivere
nella tenda dei suoi
GIUSEPPE UNGARETTI, In memoria

Più di cento anni dal Marcel che tutti
sappiamo ormai che visse:
e non ci serve a niente –
un ennesimo trauma solamente
/uno di quelli finti:
un’ennesima goccia nella foschia
delle albe di città su cui ci si concentra
ogni giorno per un’ideologia –
random – della malinconia          [ma tu
ti svegli troppo tardi,
il sole amministra già tutto: guardi
impalpabile un servizio sul Tre,
un’opinionista assomiglia a te
(a come ti ricordi),
dice: “Sea Watch, Sea Eye:
alla fine il sangue è sempre dei vinti”,
ed è un po’ una scossa (nella paralisi
calda e tenue che per fortuna ti ospita):
per un attimo quasi un po’ ti manca
quel tuo essere un po’ a volte quasi stato
greve portavoce di una retorica
che ti è appartenuta e quasi un po’ piaciuta:
ma prima della frenata sull’orlo:
prima d’essere ciò che ti sei reso
(dunque non dai seguito, non dai peso:
guardi la tazza e taci:
hai dormito bene e te ne capaciti:
non hai idee vere per l’oggi che c’è,
non sai se è così davvero, non sai
quasi niente: è tutto troppo complesso:
tutto ciò che ti è stato
si è fatto grumo groppo che ti è cresciuto
in quello scarto banale e abusato
tra significante e significato,
e non sapere neanche se hai vissuto
è ormai il tuo più sereno compromesso)]\
e senti che ti senti meglio, adesso:
così: che ti affacci, c’è il mare piatto
nel paesotto che mai ha visto nebbia,
(la pagina bloccata del ministro,
le interiora in pace senza lattosio),
recuperi la carenza di iodio,
nessun dubbio su cos’è che è buonsenso
e su cos’è che è odio.

*

Andrea Donaera (Maglie, 1989) vive a Bologna. Ha pubblicato il saggio su Elio Pagliarani Su una tovaglia lisa (L’Erudita, 2017) e alcune raccolte di poesia, tra cui Una Madonna che mai appare (nel XIV Quaderno italiano di poesia contemporanea, Marcos y Marcos, 2019). Suoi testi sono apparsi su blog e riviste come «Nuovi Argomenti», «minima&moralia», «Nazione Indiana» e «Il primo amore».








pubblicato da s.baratto nella rubrica poesia il 3 aprile 2019