Terrestri

Antonio Moresco



TERRESTRI

Sono molte le identità che -nel bene come nel male- uniscono oppure dividono gli uomini: di tipo nazionale, etnico, religioso, sessuale, politico, geopolitico, sportivo… Identità che anzi crescono e proliferano sempre più e con ogni motivazione reale o indotta, fino ad attraversare la sfera privata, del gusto, del tempo libero, del consumo, del divertimento, della gestione del proprio corpo, dell’immaginario e dell’autorappresentazione personale e di gruppo. L’unica, assolutamente l’unica identità che non si è ancora imposta agli umani come quella in realtà dominante, l’identità più evidente ma anche la più rimossa, è quella di terrestri, di fare parte cioè di un’irripetibile specie che vive in mezzo ad altre specie interconnesse su questo piccolo pianeta racchiuso nella sottile fascia dell’atmosfera, sperduto in un braccio secondario di una galassia in mezzo a miliardi di altre galassie.

In questa epoca, in cui si stanno logorando fino a un punto di non ritorno i rapporti tra la nostra specie e il suo habitat planetario, in cui la nostra specie, dopo avere imposto la propria supremazia distruttiva sulle altre specie viventi, è minacciata a causa dei meccanismi suicidi da essa stessa innescati ed è ormai entrata in una fase di estinzione che gli scienziati hanno già addirittura calendarizzato come la sesta (dopo quella del Cretaceo di 65 milioni di anni fa, in cui scomparvero i dinosauri), è importante, è decisivo, è questione di vita o di morte porre al culmine di tutte le nostre identità quella onnicomprensiva e affratellante di terrestri.

Sono queste le considerazioni che hanno spinto le persone che danno vita al Primo amore (che da tempo sta cercando di evidenziare il tema cruciale dell’emergenza di specie) a uscire allo scoperto e a proporre e organizzare un incontro pubblico che ponga all’attenzione di tutti questa nostra cruciale condizione cosmica e questa identità rimossa, e che perciò abbiamo pensato di chiamare appunto: “TERRESTRI”.

L’incontro a cui pensiamo si concluderà con un gesto fortemente simbolico. Pensiamo a un incontro che possa crescere e definirsi sempre meglio via via, arricchendosi del contributo di persone che operano nel campo delle scienze, delle arti, della prefigurazione sociale e in ogni altro campo, mettendo in relazione e moltiplicando all’interno di questa identità più grande ciò che invece si tende a tenere separato e parcellizzato e che viene reso perciò ininfluente.

Non possiamo sapere adesso come sarà questo incontro, perché sarà diverso da tutti gli altri incontri pubblici che si tengono nel nostro Paese, perché disponiamo di pochi mezzi economici e abbiamo bisogno del coraggio, della convinzione e della dedizione di molti altri per poterlo mettere al mondo. Però ci sembra venuto il momento di non farci paralizzare dall’enormità del compito e dalla nostra inesperienza e pochezza, di buttare il cuore oltre l’ostacolo e di provarci. Perché ci muove l’urgenza di porre in primo piano questa sconcertante e ormai plateale rimozione, che è anche politica, di una politica che continua a muoversi dentro un cerchio piccolo e autoreferenziale e che trae il proprio terminale potere proprio dall’enfatizzare e porre in conflitto tra di esse identità parziali, che si guarda bene dall’allargare lo sguardo su ciò che sta realmente avvenendo, perché questo incrinerebbe le basi stesse su cui si fonda e imporrebbe un diverso dinamismo e delle diverse priorità. Perciò quello che proponiamo sarà anche un incontro politico, il più politico che si possa immaginare.

L’incontro si svolgerà il 15 e 16 Novembre 2019 a Napoli, nelle vicinanze del Vesuvio, il vulcano più pericoloso d’Europa e uno dei più pericolosi del mondo, a ricordarci le condizioni precarie della nostra specie.

Facciamo appello alle persone sensibili a questa emergenza planetaria e di specie che operano nel campo della cultura, delle scienze, della fisica, dell’astrofisica, dell’antropologia, dell’ambientalismo, dell’etologia, della genetica, della medicina, dell’informazione perché accolgano il nostro invito a partecipare a questo primo momento di incontro e riconoscimento e perché comunichino al maggior numero possibile di persone i temi e la natura di questo incontro, perché aiutino noi terrestri a prendere coscienza della condizione in cui stiamo vivendo e della necessità di ripensare ogni cosa, nell’organizzazione delle nostre vite personali, collettive e planetarie, nel nostro rapporto con le altre specie animali e vegetali, nell’economia, nella politica, nella ricerca scientifica, nell’immaginazione e nella prefigurazione, per cercare di riaprire i possibili bloccati della nostra specie.








pubblicato da c.benedetti nella rubrica emergenza di specie il 10 marzo 2019