La leggenda di san Giuliano l’Ospitaliere

Roberto Michilli



«Le père et la mère de Julien habitaient un château, au milieu des bois, sur la pente d’une colline...» Comincia così La Légende de Saint Julien l’Hospitalier, uno dei celeberrimi Trois contes di Gustave Flaubert. Roberto Michilli, e non solo lui, lo considera il cuore nascosto di tutta l’opera del gigante di Rouen: a esso ha dedicato decenni di studi che ora confluiscono in questo volume monumentale. Oltre a una nuova traduzione accuratissima, contiene un commento puntuale, un attraversamento di tutte le interpretazioni che del racconto sono state date nei decenni, e molto altro. È un libro che onora la nostra cultura nazionale e anche l’ardimento della piccola editoria, in questo caso della casa editrice Di Felice Edizioni. Ho chiesto a Roberto di raccontare più dettagliatamente questo suo lavoro. Lo farà nei prossimi giorni, ma intanto ecco il testo della quarta di copertina. [T. S.]

La leggenda di san Giuliano l’Ospitaliere è, come scrivono Proust e Joyce, la più perfetta delle opere di Flaubert, e quindi il capolavoro assoluto di uno che scrisse solo capolavori.

Assomiglia a un ingenuo racconto di fate, ma la sua trasparenza e la sua semplicità sono solo apparenti, e lo smalto di miniatura da codice medievale nasconde in realtà un testo complesso, febbrile, enigmatico, ambiguo e crudele, e proprio per questo coinvolgente, indecifrabile, inquietante. Un testo che permette di scrutare negli abissi dell’opera e della vita di Flaubert, e forse non solo della sua.

Senza la pretesa di fornirne una interpretazione esaustiva, questo libro vuole invitare a una sua lettura attenta, penetrante, non ingenua, che permetta se non altro di intuirne le profondità e di cogliere almeno qualcuno dei suoi molteplici aspetti nascosti.

Roberto Michilli








pubblicato da t.scarpa nella rubrica libri il 5 marzo 2019