HOME – Atlas of Transitions a Bologna

Umberto Sebastiano



È possibile interrogarsi sulle trasformazioni culturali e sociali prodotte dai flussi migratori senza farsi infettare dalla narrazione sovranista? È possibile farlo con intelligenza e sensibilità? Lasciando che siano soprattutto le donne, artiste, attiviste, a dettare l’agenda, a mostrarci che un altro modello di convivenza e integrazione è possibile? Sì, sì, e ancora sì. È questo l’obiettivo di HOME: dieci giorni di incontri, spettacoli, installazioni che prenderanno vita a Bologna dall’1 al 10 marzo.

Il festival, curato da Piersandra Di Matteo, si sviluppa all’interno della Biennale internazionale Atlas of Transitions e vede la partecipazione di performer, coreografe, cantanti provenienti da Costa d’Avorio, Mali, Estonia, Ruanda, Siria, Palestina e Cuba. Tra i nomi di spicco, Tania Bruguera, l’artista e attivista cubana che ha fatto molto parlare di sé per il progetto 10,144,083 realizzato alla Turbine Hall della Tate Modern di Londra. E poi ancora, pescando nel ricchissimo cartellone, la performer e coreografa della Costa d’Avorio Nadia Beugré, l’artista estone Kristina Norman, la cantante e autrice ruandese Dorotheé Munyaneza.

Nydia Blas, The Girls Who Spun Gold, 2018 © Nydia Blas

Nadia Beugre, Quarti­ers Libres, © Latitud­es Contemporaines

Lecture Mirzoeff, Saber al-Ashqar in Gaza, May 11, 2018 © Wissam Nassar

Tania Bruguera, Refer­endum Question, San F­rancisco, 2017

Dorothée Munyaneza, Samedi Détente © Jo­sé Caldeira








pubblicato da t.scarpa nella rubrica locandina il 28 febbraio 2019