Lingua italiana, addio

Tiziano Scarpa



Stamattina, da una persona che lavora in un’agenzia di (cosiddetta) comunicazione, ho ricevuto la proposta di rispondere a un questionario in qualità di veneziano; o, meglio, come vedrete, di “insider” e dunque possibile “spokeperson”.
Ho pensato a uno scherzo, e invece mittente e agenzia esistono davvero.
Ricordate le parodie delle agenzie di comunicazione milanesi che si facevano negli anni Ottanta, quando cominciava a diffondersi un orribile gergo
itangliano infestato di pomposi e inutili pseudotecnicismi? Credevo fossero caricature ormai datate, fatte da vecchi puristi e bacchettoni della lingua italiana. Be’, in questo caso la realtà supera la parodia.
[Ovviamente nel copincollare il messaggio ho reso non identificabili mittente e argomento].


Buongiorno Tiziano, sono Xxxxx e lavoro per Xxxxx, agenzia di comunicazione di Xxxxx.

Per Gruppo Xxxxx stiamo lavorando alla stesura di un toolkit Xxxxx, una e-guide di riferimento per gli impiegati interni, che ha l’obiettivo di far vivere il brand sotto ogni aspetto, dal suo heritage alla sua essence, tramite delle experience da vivere a Xxxxx e Xxxxx.

All’interno vorremmo inserire alcune interviste di insider legati a Xxxxx, spokeperson che per nascita e/o esperienze di vita possono essere testimonianze dei territori che hanno visto la nascita del brand e dei key message che lo stesso brand veicola.

Noi abbiamo pensato senza alcun dubbio a te!

[Eccetera...]








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 25 febbraio 2019