Degli incerti umani

per Domenico Brancale



Esce online su “La dimora del tempo sospeso Degli incerti umani. Per Domenico Brancale, la raccolta a cura di Antonio Devicienti di scritti su incerti umani di Domenico Brancale (Passigli 2013) e di poesie dell’autore. Degli incerti umani è in corso di pubblicazione anche cartacea presso la Tipografia Irnerio di Bologna per conto delle edizioni DeRerumNatura.

Dai 14 testi dei 14 scrittori che hanno contribuito trascriviamo una frase, soltanto una, per scrittore, in ordine di apparizione nel libro.

Domenico Brancale

La poesia di incerti umani provoca uno stato di saturazione della scrittura che comprime la lingua sotto il peso dell’indicibile fino all’orizzonte del dicibile (Vito M. Bonito)

Brancale squarta l’esistenza, in quel punto caldo, dolente, turgido, per il quale alcuni esseri si ammazzano, o finiscono in un angolo, come cani, a morirne in solitudine. (Gisella Vismara)

Gli «incerti umani» dei quali ci parla Brancale sono definiti da un elenco di membra, un insieme composito di arti, articolazioni, atteggiamenti isolati o connessi, ma sempre indipendenti da ogni schema unificante, fedeli come sono al chaos aurorale. (Flavio Ermini)

Brancale ha preso a calci in culo il suo io lirico e ha gettato quel prepotente in una tempesta di sabbia. (Jonny Costantino)

Al frammento corrisponde la frammentarietà, che è propria della nostra dimensione esistenziale: l’incertezza umana. (Barnaba Maj)

Le poesie di incerti umani, che potrebbero fors’anche leggersi come un unico poema, sembrano impossibilmente ordire la storia dissimulata di un amore che è piuttosto uno stessere, un decostruire, in una spola che va dal centro ristretto di quella storia a un giro più ampio, il mondo o il destino dell’amore, degli amori, per tornare in veloci coperti passaggi al centro. (Rubina Giorgi)

Se proviamo a immaginare la forma di lavorare di Domenico è esattamente il contrario della tecnica di Rodin: Rodin, quando scolpiva, aggiungeva dell’argilla alla forma che costruiva, Domenico toglie, toglie e continua a togliere fino a che non resta che un granello di senso, e che granello! (Alberto Manguel)

Sono persuaso del fatto che la scrittura di Domenico Brancale possegga una forza propulsiva e inventiva non soltanto a lei connaturata, ma anche coltivata con totale dedizione e studio profondo, per cui non ha bisogno di cercarsi motivazioni né giustificazioni esterne, ma si giustifica da sé e, addirittura, s’impone come libro necessario: un’opera come incerti umani porta la lingua in cui è scritta a un grado di tale espressività e di nuove possibilità concettuali così che il testo poetico si configura davvero quale territorio di frontiera e alla frontiera del linguaggio. (Antonio Devicienti)

La sofferenza poi è un sentimento intimo che incerti umani fa propria, preso nell’atto di raccogliere scritti di un lungo tempo passato, come a formare una sorta di bignami del dolore, prima rappreso, poi scarnificato, secco, che diventa fossile quasi, che si pietrifica velocemente coadiuvato dal passaggio del sole su quel letto. (Maurizio Inchingoli)

Da una luce all’altra: da un piccolo filo per contorni a una soteriologia di feticci trapiantati nel ghiaccio, dove la parola morde a lento ritmo la crosta e la corona solare, prima di emergere, incauta e certissima, da una mancanza. (Alfonso Guida)

In questa poesia ci sono scintille preistoriche, fuochi appiccati da fulmini che nello sguardo si trovano gli uni accanto agli altri casualmente o per miracolo. (Francesca Serragnoli)

Domenico Brancale frantuma il verso, lo fa tremare, imponendogli un’andatura atona, aritmica, installata sopra una grammatica che non lascia spazio, né alla suggestione, né all’estetizzazione di un qual si voglia dettato meramente ispirato. (Stefano Raimondi)

Il senso del testo, le frasi, le parole si riducono, si ritirano come se le piante ritirandosi nella terra ritornassero a essere il proprio seme-germe. (Castor Seibel)

Un al di là del consapevole o conoscibile, non "inconscio" però nel senso psichico banale; non propriamente da psicoanalisi. (Jean-Charles Vegliante)

Per leggere Degli incerti umani. Per Domenico Brancale nella sua integralità vai qui.








pubblicato da j.costantino nella rubrica poesia il 8 febbraio 2019