L’albero del romanzo

La nuova edizione del saggio di Massimo Rizzante



Effigie pubblica la nuova edizione del libro di Massimo Rizzante, «un saggio per tutti e per nessuno». Con affondi su Hermann Broch, Italo Svevo, Ernesto Sabato, Vladimir Nabokov, Kenzaburō Ōe, Danilo Kiš, Michel Houellebecq e tanti altri.

Così inizia la prefazione di Milan Kundera:

Leggendo il manoscritto de L’albero del romanzo, penso a quell’arte grande e sempre più trascurata, abbandonata, che è l’arte del saggio. Oggi un saggio letterario, e soprattutto un saggio letterario sulla letteratura, sembra situarsi fuori da ogni serio contesto, non appartenere a nessun luogo, farsi carico di un’impresa dilettantesca. Chi si vota all’arte del saggio rinuncia volontaria- mente alla dignità scientifica, declina ogni diritto di essere menzionato nelle «bibliografie» pubblicate nelle ultime pagine degli studi universitari, si priva di un’influente società di lettori formata da ricercatori, professori, studenti.
Un saggio si riconosce da quello che non c’è, ovvero: una terminologia de- stinata agli esperti; una griglia interpretativa comune a un’armata di speciali- sti (nessuna professione oggi può farne a meno, né i medici né gli storici della musica); la scelta di argomenti che, grazie a un tacito accordo collettivo, meritano o meno un certo interesse. [...]

Ecco l’indice del libro:

L’arte del saggio di Milan Kundera

Prima parte

Briciole di saggezza. Su Una burla riuscita di Italo Svevo
Variazioni su una barba. Su Pasenow o il romanticismo di Hermann Broch
Una finestra aperta sulla solitudine. Nel Tunnel di Ernesto Sabato
Il segreto, il dialogo. I vivi, i morti. Su Tutti i nomi di José Saramago
Il paradiso perduto dei dettagli. Improvvisazione su Nabokov
La giovane Inuit in riva al fiume. Su La Rivière sans repos di Gabrielle Roy
L’inferno dell’innocenza. Su Gli anni della nostalgia di Kenzaburō Ōe

Seconda parte

Note da Città del Messico
Note dall’Avana
Note da Tokyo

Terza parte

Nostalgia e coscienza della forma. Da Kiš a Kosztolányi
Dall’immaturità come destino. Su Ferdydurke e La coscienza di Zeno
Perché un elefante dovrebbe tenere corsi di zoologia? Ricardo Piglia o la critica degli scrittori
Storia o geografia del romanzo?
L’Epoké dell’allegra brigata. Sul Decameron
Dell’ideale enciclopedico. Sull’arte della composizione di Danilo Kiš
Ricordi della natura umana. The last Saul
L’ironia e il riso. Storia di un duplice apprendistato: Italo Calvino e Milan Kundera
I morti sono liberi?
L’al di là dell’amore. Su Piattaforma di Michel Houellebecq

Post scriptum

Addio, piccolo uomo!








pubblicato da t.scarpa nella rubrica libri il 11 dicembre 2018