Quattro poesie da “Mura amiche”

Alessandro De Santis








Pubblichiamo in anteprima quattro poesie dalla raccolta inedita Mura amiche.



Dalla sezione HARRI-JASOTZE

Nicchia

Il rumore del mantello
sfiorato dalla neve
dalla setosa
fuligine delle lettere, una ad una
di una parola, matrice di un discorso
Sento congiungersi come mani
le pietre dell’arco
Sfrigolare, sprofondare nella terra e
poi adagiarsi sul muro
insugherito dal sole
Indifferenziata raccolta e muto raccoglimento
dinnanzi a una Madonna
che è donna ferma
minestra povera
d’un boccone di vento.



Dalla sezione GLI EREDI DEL VENTO

Piano verticale

Sull’orizzonte di legno
una torre Eiffel di sali colorati
e un opossum che dimentico sempre di salutare.
La ragazzina del piano di sopra
piove gocce di mercurio
dalla fronte, mentre suona canti
liturgici con l’insistenza del venditore
telefonico, della ghiaia rimestata.
Vorrebbe laccarlo di rosso
come un giorno di gioia
Morta la meccanica può
sentirsi fortunata, la musica di benvenuto è pur
spaventevole: accenti perfetti, semicrome a tempo,
una linea di mozza della casa
dell’imbecille guerra che diluisce la morte.



Tagliere

Il giorno come l’anno inizia
con una domanda, un appetito
Ha fame la dama
che si muove a ritroso
Ha fame il palmo della mano
di pietre, di aghi di pino e nervoso
picchiettare
Lo sterno inciso del povero
tossico, soglia dipinta
di un ritorno, a pesca
nelle pozze più profonde.



Dalla sezione OLTREMURA

Tuo bene

Un giorno passerà
il tuo bene
nella mia bocca
In mezzo ai sassi,
sopra la pineta
dopo lo svincolo
A ripensare alle frasi
a tracciare i contorni
a chiarire niente.
Passerà solo un giorno
come incoronato,
dalla sua parte
per rimanere senza
[di me.








pubblicato da r.gerace nella rubrica poesia il 10 dicembre 2018