Scolpire il cinema

Tarkovskij (con "La lucina" in fundo) a Firenze



Frame di "Andrej Rublëv" (1966)

Dal 30 novembre 2018 al 7 giugno 2019 un seminario/rassegna a cura di Psicanalisi Critica esplora l’opera di Andrej Tarkovskij (con la conduzione di Mario Pezzella e la partecipazione di Francesco Verri e Alberto Zino) e culmina con La lucina (2018, di Fabio Badolato e Jonny Costantino). Ogni incontro prevede una breve presentazione, la visione del film e il dibattito tra i partecipanti. L’iscrizione al Seminario è gratuita. È prevista, per gli iscritti, una documentazione dell’esperienza.

Ogni venerdì indicato, dalle 15.45 alle 18.45.

Psicanalisi Critica
Alberto Zino Studio
Via Giordano Bruno 13 (Firenz)

facebook.com/Psicanalisi-Critica

Tel.: 0552638401 - 057176774
Info: albertozino@libero.it

Programma:

30 novembre
Lo specchio (Zerkalo, 1975)

21 dicembre
L’infanzia di Ivan (Ivanovo detstvo, 1962)

25 gennaio
Andrej Rublëv (1966)

22 febbraio
Solaris (Soljaris, 1972)

29 marzo
Stalker (1979)

10 maggio
Nostalghia (1983)

31 maggio
Sacrificio (Offret) (1986)

7 giugno
Jonny Costantino presenta
La lucina (2018)
di F. Badolato e J. Costantino
(da e con A. Moresco)

Frame di "La lucina" (2018)

Da Andrej Tarkovskij, scolpire il tempo di Mario Pezzella:

Negli ultimi seminari ci siamo interrogati sul trauma storico e sulla natura del desiderio e dei suoi fantasmi. Proseguiamo idealmente questa fase della nostra ricerca, concentrandoci su un autore in cui entrambi i temi hanno trovato una straordinaria espressione: Andrej Tarkovskij. I suoi film sono popolati da fantasmi e dissolvenze, che si aggirano tra pietrose realtà: l’opaca distesa del totalitarismo nei paesi dell’Est, il disfarsi del sacro e della tradizione dell’Occidente, il sacrificio come cifra segreta e oppressiva dell’essere. Su questo sfondo traumatico di dolore si levano però le sue immagini di sogno, che spesso assumono il carattere di inattingibili figure di donna, quasi divinità femminili, chiamate a sanare l’irresponsabile mondo del potere e del dominio. Queste figure di salvezza che appaiono nei film di Tarkovskij sarebbero impensabili senza la grande tradizione della pittura di icone, di cui cercheremo - seguendo la lettura di Pavel Florenskij - di comprendere nella misura del possibile la natura. Le figure iconiche sono infatti dei punti di resistenza e di consistenza nella fuga fantasmatica del desiderio, capaci di ricondurci a una possibile convivenza sulla terra, ritornando dai vortici a cui i personaggi di Tarkovskij - che si tratti di magici buchi stellari o della follia o della guerra - sono costantemente esposti.

Frame di "Sacrificio" (1986)








pubblicato da j.costantino nella rubrica cinema il 27 novembre 2018