Un corpo dopo l’altro venuti dalle profondità del tempo

Tiziano Scarpa



Le quattordici e cinquantotto
di domenica quattordici ottobre
Sono a bordo di una motonave
come la chiamiamo noi veneziani
per distinguerla dai vaporetti
che sono un po’ più piccoli
Sto andando a Torcello
dove devo fare parte della giuria
di un piccolo concorso letterario
sulle origini dell’isola
È un pretesto
per festeggiare gli scavi archeologici
che stanno riscrivendo
la storia della città

La motonave ha appena lasciato Murano
Sul pontile
c’era una coda di turisti che hanno visitato le fornaci
e comprato lampadari vasi oggettini
È una giornata di sole
la motonave si lascia dietro
una scia di schiuma
perfettamente in asse con il riflesso del sole
così l’effetto è che il motore
produce schiuma luminosa
macina luce
la sbriciola con l’elica
È bello descrivere i fenomeni
mentre accadono
così le parole
diventano capienti assorbenti
captano catturano
sono irradiate dall’interno
dalla luce macinata in ebollizione

Stiamo navigando verso Burano
sono seduto a poppa
fuori dalla cabina
nella zona aperta della motonave
sotto una tettoia
è una specie di veranda in movimento
che si congeda dalle cose
Ci sono turisti in piedi
Una bella ragazza straniera
dai capelli neri e le labbra carnose
guarda la laguna
Gli altri suoi amici chiacchierano scherzano
si disinteressano del paesaggio
Si capisce perfettamente
che è la prima volta che lei vede la laguna
È molto truccata
ha gli occhi bistrati
sulle unghie ha incollato tessere di mosaico di plastica
purpuree opache
Lo sa che la bellezza è artificio
Ma le labbra sono così carnose
che non ha avuto bisogno di spennellarle
non sono truccate
Credo che sia la giusta contemplatrice di Venezia
La laguna le acque le isole sono le labbra carnose della città
che non hanno bisogno di cosmetici
non hanno bisogno di palazzi chiese gondole marmi
Un’altra turista seduta
tiene gli occhi chiusi
si lascia avvolgere la testa
dal calore del sole
si immerge con voluttà
nel calore antropocenico
Il termometro segna ventuno gradi
Ho amici che oggi sono andati in spiaggia
è una tranquilla domenica di metà ottobre
di un pianeta surriscaldato
da sé stesso
Scrivo controsole
con gli occhi abbagliati dai raggi
Non avevo mai portato con me il computer
su un vaporetto su una motonave
La luce dello schermo
impallidisce di fronte a quella cosmica
anche se lo illumino al massimo
sembra un foglio pallido
spento

Superiamo isole diroccate
Navighiamo nei canali
scavati dalle correnti
sono canali indistinguibili rispetto al resto della laguna
apparentemente sembra una distesa di acqua uniforme
e invece ci sono queste piste subacquee invisibili
più profonde
sono segnate a destra e a sinistra
da mazzetti di tronchi conficcati nel fondale
In un primo tempo non pensavo di raccontare
anche questi incontri in questi reportage
ma solo i recital le letture i concerti
Invece anche questi fanno parte
della mia attività pubblica
Si è liberato un posto
la ragazza dal volto e dalle mani truccate
e dalle labbra nude
si è seduta accanto a me
Miss Laguna
ha appena dato un’occhiata allo schermo
ma è straniera
slovena direi
non credo sia in grado di capire queste parole
toccate dal suo sguardo
toccate dall’essere che queste parole hanno appena descritto
Ora la motonave ha attraccato a Burano
la versione infantile di Venezia
una città giocattolo
La gente scende la motonave si svuota
sono tutti attratti da quest’isola bambina
fatta di dadi coloratissimi case dalle tinte sature
Riprendiamo a navigare
fra rive più selvatiche
arbusti boscaglia
cartelli di limiti della velocità a 7 a 11 kmh
ancora qualche minuto
ecco ci siamo
Torcello
scendo

Prima di venire qui
avevo già letto tutti i racconti in concorso
Uno in particolare
era un vero gioiello
Non sapevo chi l’avesse scritto
Non c’era il nome dell’autore
Ho guardato l’indice dei concorrenti
Era un racconto fuori concorso
L’ha scritto un’autrice che non conoscevo
si chiama Galatea Vaglio
Ho scoperto che ha pubblicato un romanzo
sull’imperatrice bizantina Teodora
Insomma il racconto che tanto mi aveva colpito
era di un’autrice consolidata
Queste cose mi confortano
vuol dire che la letteratura
non è un’opinione
non è gusto personale idiosincratico
Gli scrittori e le scrittrici vere
si riconoscono a colpo d’occhio
Mi è venuta voglia
di leggere il suo romanzo
L’ho conosciuta oggi a Torcello c’era anche lei
una donna minuta con due occhi come due proiettili

Ho ascoltato per due ore
le letture dei racconti
autori e autrici
e anche attori e attrici
leggevano in piedi davanti al cosiddetto Trono di Attila
di fronte a una folla seduta sullo sterrato
fra il piccolo museo e la basilica
e un chiosco di bibite
Alcuni erano racconti surreali
alcuni fondati storicamente
altri ingenui ma pieni d’amore per Venezia
Oggi è stata la giornata di chiusura
di una serie di “Aperitivi archeologici”
con tanta gente venuta ad ascoltare conferenze
e il coinvolgimento degli abitanti dell’isola
che sono undici in tutto
Quest’estate Diego Calaon
e Sabina Magro
insieme a tanti archeologi giovanissimi
laureati e dottorandi
hanno scavato sotto il sole
con svenimenti e affanno
Al crepuscolo dopo la premiazione
Diego e Sabina ci hanno portato
a dare un’occhiata agli scavi
In questi mesi hanno rimosso cubature di terra
ritagliato rettangoli di terreno
grandi e profondi come stanze come saloni
hanno portato alla luce i vecchi magazzini portuali
le fondazioni per consolidare le rive
i pontili che venivano spostati sempre più in là
via via che i sedimenti di fango fluviale
interravano gli approdi
nei secoli prima che il corso del fiume Sile fosse deviato
Hanno trovato anche un gabinetto comunitario
i ritagli di cuoio di un calzolaio
la lapide funeraria con il rimasuglio di un nome
“-cundo”
e uno scheletro
Domani arriveranno le ruspe richiuderanno queste buche

A cena Diego mi parlava della incredibile risonanza
che ha avuto il ritrovamento dello scheletro
Gli ho domandato come mai
“Me lo sono chiesto anch’io
– mi ha risposto –
voglio scrivere qualche riflessione su questo fatto
perché puoi trovare tutti gli oggetti che vuoi
manufatti statue fondamenta attrezzi monili
ma uno scheletro
un corpo
ti dà l’illusione che con quella persona
tu possa comunicare
che sia venuta dalle profondità del passato
a parlarti”
Io scrivo le parole
come se ritrovassi
un
corpo
dopo
l’
altro
venuti dalle profondità del tempo
dal passato dal futuro
a parlarmi
adesso


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pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 4 novembre 2018