Quella parte dell’Italia contro cui mi batto da una vita

Tiziano Scarpa



Le diciassette e ventuno
di domenica sette ottobre
sto andando di nuovo a Padova
alla Fiera delle parole
questa volta per un recital
al Caffè Pedrocchi
il locale storico della città
Due giorni fa
sono partito da Neoneli prestissimo
Era ancora notte
quando mi sono affacciato sulla veranda
della casa isolata nella campagna
sotto la pioggia nel buio sono apparsi due fari
dall’auto è sceso un uomo gioviale piccolo di statura
Siamo partiti abbiamo attraversato la Sardegna
I fari illuminavano di grigio
gli alberi lungo la strada
Intanto la radio di bordo
dava il buongiorno agli ascoltatori
trasmettendo scherzi telefonici
organizzati da mariti e figlie
con la complicità di attori e attrici
È così questi viaggi mi fanno scoprire
paesi paesaggi e persone ma anche
trasmissioni radiofoniche
che altrimenti non sentirei mai
ascolto cosa succede
nelle stazioni radio che non conosco
come ride l’Italia
o per meglio dire
come crede di far ridere
come crede di fare manutenzione del buonumore
manutenzione dello
spirito
Una parte d’Italia di radio di media
di pubblicità di gestione dello spasso
si accaparra lo spirito
lo stipa lo ingolfa
ne fa una cosa sua
È quella parte dell’Italia
contro cui mi batto da una vita
inutilmente

All’aeroporto di Elmas
c’è una mappa enorme su una parete
con due cerchi intorno alle americhe e all’asia
che si intersecano in un punto del Tirreno
dimostrando che la Sardegna
è il centro del mondo

Sono rimasto indietro
con questo diario
Mancano due o tre giornate
che pensavo di avere già scritto
invece si vede che le avevo soltanto rimuginate
Non me ne stupirei
ormai questo diario si è amalgamato a tal punto
con la mia vita
che non riesco a distinguere
le pagine che ho scritto
da quelle che ho solamente pensato

Comunque due giorni fa sono andato a Terni
Ho camminato per un lungo viale
fino alla piazza principale
era venerdì pomeriggio la gente sciamava per la strada
corso e piazza
il tipico dispositivo italiano che
Eh no questo sono sicuro di averlo già scritto

Ecco ho ritrovato il file
Il resoconto di Terni
l’avevo già scritto
Incollo il testo qui

«Sono arrivato a Terni
dopo avere fatto qualche pasticcio
con i cambi dei treni
niente di grave
ma significa che sto perdendo colpi
troppi orari troppe coincidenze troppe stazioni
Mi sono chiuso in albergo per un’ora
a ripassare la scaletta del recital
alternando passi dalle fonti francescane
in cui Francesco incontra gli animali
e parla con loro
e pagine dai miei libri
popolate di bestie
Sono uscito ho attraversato la città
camminando lungo il corso
che sfocia nella piazza principale
Anche se non ci assomigliava per nulla
mi ha richiamato alla mente Cremona
una passeggiata simile
l’avevo fatta qualche giorno fa
prima di un’altra serata in libreria
Corso e piazza
piazza e corso
dispositivo urbano tipicamente italiano
Ai lati le vetrine che illuminano la gente
che inscatolano la strada in una teca di cristallo
la corrente di corpi di facce di vestiti
Mettersi in mostra
splendere
brevetto sociale italiano

Avevo scelto anche un passo
della Vita di San Francesco
scritta da Tommaso da Celano
(una delle due versioni non ricordo quale)
in cui Francesco attraversa un lago in barca
e un uccellino si piazza vicino a lui
non vuole andarsene via
Allora Francesco si mette a pregare
prega per molto tempo
poi ritorna in sé
Mentre leggevo quella pagina ad alta voce sul leggio
di fronte al pubblico
nella sala della biblioteca centrale di Terni
sotto le volte massicce di mattoni
mi sono saltate agli occhi
quelle parole misteriose
a cui prima non avevo fatto caso
che descrivono l’andata e ritorno di Francesco
che se ne va da Francesco e poi torna in Francesco:
“Dopo molto tempo
ritornando in sé stesso
come da un altro mondo

(eccetera)”
Io non sono mai stato in un altro mondo col pensiero
tranne quando scrivo
Le parole che scrivo sono il mio varco
per assentarmi
per andare da qualche altra parte
e ritornare qui
per trattare il mio qui
come un punto d’arrivo
un punto di ritorno
da un altro mondo»

Ecco questa era una parte del diario su Terni
Adesso mi trovo al Caffè Pedrocchi di Padova
nella sala Rossini al primo piano
color panna e oro
gli stucchi in Stile Impero
Ho piazzato l’asta del microfono
davanti al tavolo dove leggerò in piedi senza leggio
Adesso invece mi sono seduto al tavolo
davanti al pubblico
che sta prendendo posto sulle seggiole
Sono le diciotto e quarantotto
Poco fa al piano terra ho incontrato Gian Mario
abbiamo parlato
mi ha detto che cosa pensa del mio libro di poesie
L’ho ascoltato sulla difensiva
ma Gian Mario mi ha detto cose importanti
lo ha fatto con sincerità
devo tenerne conto
e poi ha aggiunto
“se pensi che verso di te ci sia diffidenza
perché scrivi sia romanzi che poesie
consolati pensa cosa succede con me
che scrivo romanzi e poesie e per di più
organizzo festival”
La sala si sta riempiendo
ci sono una quarantina di persone
io le conto e le scrivo mentre loro mi guardano scrivere
qualcuno perfino mi fotografa
come se stessi facendo qualcosa di speciale
sto scrivendo davanti a tutti ecco la mia specialità
Sono le diciotto e cinquantanove
fra un minuto mi alzo in piedi
mi metto davanti al tavolo e inizio
Ho preparato il cellulare
che mi serve per accompagnare la lettura
con alcune registrazioni
Fra mezzo minuto inizio
Ho messo dietro al tavolo lo zainetto
C’è ancora gente che sta entrando
di colpo ne arrivano a decine
si vede che qui accanto
è appena finito un altro incontro
La sala si riempie
è piena
Inizio adesso

(Facciamo che mentre io sono lì che leggo
nella sala Rossini del caffè Pedrocchi di Padova
si abbassa l’audio
e la voce di un altro me stesso
si sovrappone a raccontare quello che è successo
a Terni e a Latisana
a raccontare in che modo
ho vissuto di essere morto
ma questo
nella prossima puntata)


Altre puntate:

13 settembreVita da manager e agente e segretario di me stesso.

14 settembreLe cose belle le posso descrivere solo da un punto di vista brutto.

15 settembreUfficio Collocamento Estranei-Intimi.

16 settembreUn ponte levatoio di parole fra le persone.

18 e 20 settembreThis is so Italian! La nostra bocca viva per parlare deve usare le parole dei morti.

21 e 22 settembreSe la poesia è un altro modo di stare nel linguaggio.

27 settembreAlghe carnivore e polipi pallidi.

28 settembreAndate a farvi fottere parole scritte.

30 settembreDieci minuti di cittadinanza aumentata e un istante di stupore.

1 ottobreIl nostro destino di albergatori e ristoratori e guide turistiche.

4 ottobreL’effetto doppler dei significati che si allontanano.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 22 ottobre 2018