L’effetto doppler dei significati che si allontanano

Tiziano Scarpa



Sono le quindici e cinquantuno
del quattro ottobre
sono seduto su una panchina di pietra
in via Roma
vicino all’incrocio con via Umberto
a Neoneli
nella regione del Barigadu
in provincia di Oristano
Davanti a me il paesaggio spalancato
le colline increspate di alberi
e la piana del Campidano
a sinistra Ulà Tirso
a destra Ardauli
più in là il lago artificiale Omodeo
che da qui non si vede
All’orizzonte la linea arcuata
del Montiferru
Sotto ci sono gli alberi
Sopra ci sono le nuvole
La superficie delle nuvole replica la forma
delle chiome globulari degli alberi
Sotto c’è un bosco terrestre di clorofilla
Sopra c’è il un bosco atmosferico di schiuma
Alla base invece le nuvole sono piatte
tagliate con il rasoio
Sì è meglio che io descriva le nuvole
perché starò troppo poco in questo paese
di seicento abitanti
per pretendere di capirci qualcosa
Allora ho appena letto il resoconto
che ne ha fatto Giuseppe Culicchia
una di quelle gemme che stanno nascoste
in libretti fuori commercio
Questo piccolo libro è elegante anche tipograficamente
stampato a cura del comune di Neoneli
In poche paginette memorabili
Giuseppe spiega che cos’è la nostalgia
Io non provo nessuna nostalgia per l’infanzia
sono molto più assillato
dalla perplessità sulla mia vita adulta
Lo sconcerto verso l’attuale me stesso
è il sentimento più forte

Ieri sera ho cenato con la vicesindaco e un assessore
ho fatto domande mi sono fatto delle idee
Mi hanno detto che in Sardegna c’è una lista
di venti comuni a rischio estinzione
Neoneli per ora non è fra questi
anche se ha dimezzato gli abitanti nel tempo
e quest’anno in prima elementare
non si è iscritto nemmeno un bambino
La Regione dà sostegno a questi piccoli festival culturali
e anche il Comune ci investe molto
invita artisti scrittori musicisti poeti
allestisce mostre commissiona reportage e racconti
L’arte come ambulanza
soccorso medico ai paesini da rianimare
Mi sento membro di una categoria professionale
che entra in gioco quando il gioco sta svanendo
Questa mattina ho fatto due passi nel paese vicino
Ortueri
poche centinaia di abitanti in più di Neoneli
un piccolo supermercato
una macelleria
un fruttivendolo
una farmacia
due bar
quasi nessuno per le strade
per terra un grattaevinci stracciato
Chi c’era mi guardava con curiosità
Li capisco
farei lo stesso anch’io
se abitassi in un posto così solitario
Un negoziante mi ha chiesto
dove sto da dove vengo perché sono qui
Mi è bastato pronunciare la parola Venezia
per far sprigionare in lui
fantasie ricordi oggetti
un lampadario di vetro degli anni Trenta
comprato dai suoi nonni e rispedito dopo mezzo secolo
in fornace a Murano per essere restaurato

A Neoneli c’era un po’ più di animazione
di eccitazione
nel giorno di inaugurazione del festival
Mi ha invitato Salvatore il sindaco
Sono qui per un recital
lo farò fra due ore e mezzo
C’è stato un piccolo equivoco
nel programma stampato è prevista la presentazione
del mio ultimo romanzo
ma io nelle presentazioni non ci credo più
non ha senso spiegare il significato
dei miei romanzi delle mie fantasie
Preferisco leggere qualcosa
Anche se alla fine non ti compri il mio libro
conta che tu mi abbia regalato
un’ora della tua vita della tua attenzione
hai ascoltato il mio mucchietto di parole
a loro ho dedicato tutta la mia cura
per reggere l’urto della tua lettura
del tuo ascolto

Prima ho fatto un giro in paese
è venuto giù uno scroscio fortissimo
sono tornato di corsa a ripararmi
Dal vestibolo della biblioteca
sono rimasto sulla soglia aperta a guardare
un insetto
uno di quelli che da bambini chiamavamo forbicine
bombardato dalle gocce d’acqua
centrato decine di volte
si è messo a nuotare
in quel mare repentino
Adesso sarebbe facile
paragonare quell’insetto a questi paesini che
sotto la pioggia di cambiamenti
No
Vietato
Stop
niente paragoni
niente similitudini
debbo guardare le cose
per quello che sono
per quanto mi è possibile
senza scappare via da loro
in cerca di un significato simbolico
L’insetto annaspava nell’acqua
per lui un acquazzone è un’inondazione
e una goccia d’acqua è grande dieci volte il suo corpo

A Neoneli c’è una mostra di gigantografie
appese sui muri delle strade
sono poeti uomini e donne
che scrivono in sardo o in italiano
e sotto la foto una loro poesia
Una in particolare
mi ha catturato mentre le passavo accanto
si intitola
Su cantu sardo in estinzione
è di Costantino Casula
poeta di Ortieri
comincia così
Oe no b’at pius consolu
ca sa sarda poesia
no at pius cuddu valore.
Su cant’umile e serenu
paret andende in disusu,
no b’at piu interessu
po cuddu donu raru
chi regalan sas noe.
Parla di parole che se ne vanno
che svaniscono
Io ho un debole per quel particolare tipo di tramonto
che sa di esserlo
per le parole che descrivono da sé
il proprio svanire allontanandosi
Si crea un effetto doppler
che non riguarda il suono
ma il significato
e l’atto stesso di produrlo

Ascolto con la mente
l’effetto doppler
dei significati che si allontanano
i vagoni della frase
che passano e sfilano via

Ho letto le mie poesie in un cortile
di una casa antica
C’era un cantante anziano
con un naso a patata la faccia larga
con un sacco di spazio per il sorriso
Ci siamo presentati
ci siamo messi d’accordo all’ultimo momento
io non parlo durante la tua musica
tu non suoni durante la mia lettura
un patto di non belligeranza
Come introduzione ha dialogato con me
un giovane critico
Mi ha intenerito il suo rispetto
non mi considero uno che incute soggezione
Il cantante anziano aveva basi da karaoke
ci suonava sopra la chitarra elettrica
Fra una lettura e l’altra
ha cantato brani degli anni settanta e ottanta
dalle Orme a Zucchero
Giuseppe era seduto fra il pubblico
ci guardava attonito
ma a me queste situazioni non dispiacciono
mescolano mondi che altrimenti
si ignorerebbero
Scendeva la sera
il cortile sterrato
restituiva tutta l’umidità che aveva assorbito
durante gli scrosci di pioggia della giornata
La temperatura è calata precipitosamente
Così di minuto in minuto
da ottobre siamo passati a novembre
dicembre gennaio
in un’ora eravamo in pieno inverno

La sera in piazza
ho visto una cosa indimenticabile
una disfida fra due poeti improvvisatori
in lingua sarda
Gli è stato assegnato un tema
uno doveva cantare
il contributo che il motore ha dato all’umanità
L’altro
il contributo che all’umanità hanno dato gli animali
Cantavano una strofa a testa
un’ottava di ottonari
e fra un distico e l’altro
un trio di tenores
seduti dietro di loro sul palco
facevano degli accordi con la voce
per dare all’improvvisatore di turno
il tempo di rifiatare
e di inventarsi il seguito
Uno dei due poeti
aveva una giacca e una berretta d’altri tempi
sembrava voler citare la tradizione
l’altro no
era vestito come se fosse appena uscito
dall’ufficio dal cinema
i tenores erano in jeans e scarpe di gomma
giovani uomini contemporanei
posseduti dalla tradizione
Il pubblico riempiva la piazzetta
ridevano cogliendo punzecchiature e trovate
Io non ho capito una parola
ma proprio per questo assaporavo
il suono del loro salmodiare
sorseggiando una grappa dopo l’altra
insieme a Giuseppe
per reggere il freddo
Questi due poeti improvvisatori
mi hanno ricordato una gara
fra rapper sloveni
a cui ho assistito tanti anni fa a Lubiana
Anche in quel caso non ho capito niente
ma proprio per questo le parole mi si sono rivelate
nella loro pura sostanza percussiva
nel loro greve spessore balcanico
Nessun significato poteva opporsi
alla loro forza di gravità
nessuna trascendenza mentale alleviava
il loro gravame sonoro
Qui a Neoneli invece ci pensa il canto salmodiato
a rimettere a nuovo le parole quotidiane
(per esempio nonostante io non conosca il sardo
ho riconosciuto la parola “giornalista”
e qualche altro termine di oggi)
I poeti improvvisatori prendono le parole
e le lavano le candeggiano le manganano le stirano
facendole passare
attraverso la salmodia ostinata del cantore
attraverso il filtro purificatore
della metrica e delle rime
Bisognerebbe fare così ogni sera
prendere delle parole qualsiasi
quelle più pronunciate durante il giorno
qualche frase lisa stazzonata
“Chiamami fra mezz’ora scusa adesso non posso”
“Ti mando una mail con scritto tutto”
“Ho controllato non hanno ancora fatto il bonifico”
“Mancava l’allegato”
bisognerebbe cantarle a squarciagola
per vedere se tengono
o se si riducono a brandelli
Bisognerebbe mormorarle
modellarle con una salmodia melodiosa
per vedere se riescono a reggerla
o se al tocco delicato della musica
si sbriciolano


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pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 18 ottobre 2018