Il nostro destino di albergatori e ristoratori e guide turistiche

Tiziano Scarpa



Finito l’incontro a Genova
corro fuori in piazza De Ferrari
È sera
le venti e quarantadue
del primo ottobre
Trascino la valigia a ruote
il mio destriero
aggiro l’alone splendente
dell’acqua irradiata dalla luce elettrica viola
La fontana rotonda ha getti convergenti
che puntano dalla circonferenza verso il centro
si autobagna
C’è un’auto nera lussuosa
e un autista in completo elegante che mi aspetta
Salgo su
Usciamo dalla città
imbocchiamo l’autostrada
Chiacchiero con quest’uomo per un’ora
anche il suo eloquio è lussuoso
confortevole come i sedili di questa berlina
Poi accendo la lucina dell’abitacolo
apro un libro
prendo appunti sul computer
studio
mi immergo nel ripasso per l’incontro di domattina
Il viaggio dura quattro ore
Attraversiamo tutta la pianura padana
attraversiamo il ponte sulla laguna
arriviamo all’una di notte a Venezia
L’autista parcheggia nel posto più comodo
in una zona del piazzale
che non pensavo fosse accessibile alle auto private
ma lui il permesso ce l’ha
Apro lo sportello
sento una voce che canticchia sul marciapiede
“No pago afìto
no pago afìto”
la conosco questa canzone di Bello Figo
la ragazza si è messa a cantarla apposta
per fare del sarcasmo
sul passeggero che sta scendendo
da quest’auto così lussuosa
per fare del sarcasmo
su di me
Poi mi riconosce è un’amica
“oh, scusami, tiziano!
Non volevo… credevo che…”
Ma in effetti ha ragione lei
bisogna che io lo ammetta
stasera sono io lo stronzo che scende
da una mercedes nera con autista in completo impeccabile
I miei committenti sono molto ricchi
mi hanno organizzato questo spostamento in auto da Genova
per essere sicurissimi che io arrivi a Venezia
senza affidarmi alle aleatorie coincidenze dei treni
per il lavoro di domattina
che mi verrà pagato bene benissimo
e che ho accettato
con tutto il contorno di lusso
che queste cose comportano
I soldi da qualche parte devono pur arrivare
l’affitto non posso pagarlo con il prestigio
il mio padrone di casa per ora
non lo considera moneta sonante
E due terzi degli incontri che faccio in queste settimane
li faccio gratis
anzi a volte ci rimetto in biglietti del treno
e in pernottamenti
Per fortuna ogni tanto
arrivano anche questi lavori molto ben pagati
In Francia dal primo gennaio duemilasedici
è entrato in vigore un tariffario
c’è un compenso
per qualunque prestazione di scrittori e scrittrici
interventi a festival
conferenze
reading e recital
Perfino per le presentazioni in libreria
perfino per i firmacopie
è previsto un compenso per l’autore o l’autrice
In Italia questo per ora è impensabile
Nonostante le trasferte le nottate fuori casa
le ferie non pagate le giornate di lavoro perse
si crede che il pagamento consista
nel darti un pubblico
Allora quando gli U2 fanno un concerto
paghiamo Bono Vox con zero euro
e la soddisfazione di avere tanti spettatori!
Per questo i festival culturali
i festival di letteratura di filosofia eccetera
da noi sono così diffusi
non sono sintomo della fame di cultura
ma solo dei pochi mezzi per procurarsela
sono sintomo di fichi secchi
Sono la cosa più economica da organizzare
molto più di un festival di musica o teatro
Ai festival letterari
di rado si pagano gli invitati
per la verità a volte neanche gli organizzatori
ci guadagnano alcunché
per non parlare della miriade di volontari
Così fare un festival letterario
è la cosa meno costosa da mettere in piedi
spesso non serve neanche un tecnico al mixer
né un service per un impianto di amplificazione sofisticato
tantomeno accollarsi il trasporto di scene e strumenti
scenografie fari casse da montare eccetera
niente di tutto questo
Bastano due sedie su un palco
un microfono
e il gioco è fatto

Domattina farò una cosa speciale
insieme a un quartetto d’archi
dovrò intrattenere quattrocento persone
le incontrerò in due gruppi
uno dopo l’altro
nella chiesa della Pietà
dove secoli fa suonavano le orfane
e le bambine abbandonate
per cui componeva musica
il loro insegnante di violino
Antonio Vivaldi
Racconterò come funzionava
l’assistenza sociale nei secoli passati
e spiegherò che se oggi noi
abbiamo ricevuto in eredità
così tanta musica meravigliosa
non è perché un genio incontenibile
si è messo a comporre musica in solitudine
in omaggio all’arte e al suo demone
ma perché la sua epoca si è accorta del suo talento
e non se l’è lasciato scappare
l’ha messo sotto contratto

Un incontro simile
però organizzato in maniera molto più informale
e con un compenso molto minore
l’avevo fatto otto giorni fa
anche quello nella chiesa della Pietà
di fronte a una ventina di torinesi
del Circolo dei lettori
venuti in gita a Venezia
scortati dallo scrittore Giuseppe
Non l’ho raccontato in questo diario
perché la ritenevo una prestazione professionale privata
ma a ripensarci meglio
era pubblica anche quella
si svolgeva in un luogo pubblico
un luogo decisivo per capire Venezia e l’Occidente
un posto dove non entra quasi nessuno
pur essendo a due passi da piazza san Marco
Ma è giusto che io faccia un accenno anche a questi lavori
sono pertinenti al criterio selettivo di questo diario
fanno parte dei vari aspetti
della mia attività pubblica di queste settimane
dell’attività di un autore
che tanti anni fa si è gettato allo sbaraglio
licenziandosi da un contratto a tempo indeterminato
e nel corso del tempo
non ha accettato proposte televisive eccetera
e tutto questo lo ha fatto
per restare concentrato
sulla scrittura
per ospitarla in casa
quando si presenta di colpo
senza preavviso
e pretende dedizione assoluta
come nelle settimane in cui scrissi
il poema della scuraglia
catapultandomi ogni mattina
giù dal letto a soppalco
nella stanza da letto-studio
del minuscolo bilocale in affitto a Milano
per mettermi subito a scrivere
prima di qualsiasi altra cosa
prima di bere il caffè
prima di farmi la barba
prima di fare la doccia
prima di pisciare
Se fossi rimasto impiegato in un ufficio
adesso sarei meno angosciato
per il mio futuro
per la mia vecchiaia senza pensione
ma scatorchio e lu gatto gattaro
cecilia e federico morpio e adriano cazzavillan
e tanti altri personaggi
tanti altri miei libri
praticamente tutti
non esisterebbero

ho obbedito al mio demone
lo sto facendo anche adesso
inoltrandomi dentro
queste parole impregnate di luce
e di dubbi

La mattina dopo in chiesa della Pietà
arriva il quartetto d’archi
non credo ai miei occhi
la violista era mia compagna di banco delle elementari
la violoncellista era in classe con mio fratello
Chiacchierando scopriamo di essere stati partoriti tutti e tre
nel reparto maternità
che un tempo si trovava qui accanto alla chiesa
Eccoci qua tanti anni dopo
davanti a quattrocento assicuratori
in viaggio premio a Venezia
seduti sui banchi della chiesa della Pietà
Siamo nati proprio qui
siamo stati messi al mondo
passando attraverso questa fessura
È tutto pronto si fa silenzio
cominciamo a suonare
la musica dei morti
a raccontare le storie dei morti
molto più affascinanti delle nostre storie
a mettere in scena il nostro destino
di veneziani di nativi autentici
di albergatori e ristoratori e guide turistiche
di italiani


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pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 16 ottobre 2018