I colori della paura

Giovanni Giovannetti



Nell’Italia gialloverde il partito della paura quotidianamente reitera il messaggio che gli immigrati ora (come gli zingari allora) sono tutti sporchi brutti e soprattutto cattivi. Stona quindi ai timonieri united color che si contino modelli di accoglienza virtuosa, come in quei paesi della Calabria (più d’uno) che, prendendo a modello Riace, danno in comodato d’uso ai migranti le case abbandonate da chi nel tempo è migrato, salvando così un patrimonio abitativo avviato al decadimento e contemporaneamente ravvivando la vita sociale di questi paesi abitati ormai da pochi vecchi e che, proprio grazie ai migranti, stanno progressivamente rifiorendo. Il sindaco-capofila di Riace Domenico Lucano è stato arrestato per un reato che nell’ordinamento italiano ancora non esiste: il reato di umanità. Tendendo evangelicamente una mano agli ultimi, Lucano non ha derogato alle regole per favorire gli illeciti guadagni della criminalità fondiaria, come è di norma in questo ammalorato Paese; né ha favorito enormi profitti da parte di società private nella malagestione della rete autostradale, come è emerso dopo il crollo di un ponte (l’ultimo caso, il più drammatico, di mancata manutenzione); e tanto meno ha privatizzato milioni e milioni in pubblico denaro, come ha fatto (in buna compagnia) il partito di cui è segretario l’attuale ministro dell’Interno. No, costruendo ponti e restando umano, Lucano ha semplicemente reso virtuoso ciò che il ministro della paura vorrebbe oneroso, dando così fastidio, perché la paura e le relative rendite elettorali si alimentano costruendo problemi (al più percepiti) e non risolvendoli. Se questo è il clima oggi nel Paese, orrendo, allora, come ha detto Beppe Fiorello, «arrestateci tutti».








pubblicato da g.giovannetti nella rubrica condividere il rischio il 7 ottobre 2018