Un’elementare proposta di giustizia

Renata



Da un po’ di tempo si parla molto di “fisco amico” per chi non è in regola con il pagamento delle tasse. Dietro le parole zuccherose si tratta in realtà di questo: chi finora non ha versato quanto doveva potrà mettersi in regola pagando con un forte sconto. Quindi non solo non pagherà una multa ma avrà anche un premio.
Allora – io che sono una pensionata che in tutta la sua vita lavorativa ha sempre pagato le tasse fino all’ultimo centesimo – mi chiedo: come mai il fisco diventa amico degli evasori mentre non lo è di chi ha sempre pagato?
Le tasse dei cittadini servono per tenere in vita le scuole, gli ospedali, le strade e tutti quei servizi pubblici che riteniamo irrinunciabili. Come mai persone che pur non pagando utilizzano tutti questi servizi vengono comprese e giustificate e si dà per scontato che vada bene e sia giusto così?
Durante una trasmissione televisiva ho sentito dire da un politico della Lega che chi ha pagato era in realtà fortunato perché se lo era potuto permettere, come se tutti quelli che non pagano si comportassero così perché sono in gravi difficoltà economiche, mentre un lavoratore dipendente oppure un pensionato che porta a casa 1000 euro netti al mese potesse invece permettersi il lusso di pagare le tasse.
Insomma, la musica è questa: non si paga e poi arriva un condono e ti metti a posto.
Allora, stando così le cose, mi sembra giusto che anche a me sia data la stessa possibilità. Vorrei che chi ha sempre pagato potesse chiedere lo stesso sconto che viene concesso agli evasori, che potesse chiedere la restituzione della stessa percentuale di condono su quanto ha versato, in modo che anche chi si è comportato correttamente possa parlare di “fisco amico” e avere un premio fedeltà.
Così anch’io potrò spendere la cifra che mi verrà restituita e potrò, assieme ai milioni di persone come me, contribuire a far salire i consumi interni e il pil.








pubblicato da a.moresco nella rubrica democrazia il 1 ottobre 2018