La realtà è quella che sei in grado d’inventarti

Intervista su "Mal di fuoco"



Jonny Costantino sul set di "Sbundo", dettaglio di una foto di Lorenzo Spagnolo

È uscita oggi su "Alpi Fashion Magazine. Fashion, Art and Culture" l’intervista a cura di Valeria Gennaro Mal di fuoco, la condizione umana secondo Jonny Costantino. Ecco, a mo’ di assaggio, la prima domanda/risposta:

VG

Jonny Costantino è un cineasta. Direttore della rivista “Rifrazioni. Dal cinema all’oltre” e scrittore radicale. Vive a Bologna e in giro per il mondo. Siccome non credo abbia bisogno di presentazioni mi limiterò all’essenziale. Fra i suoi film più recenti, diretti con Fabio Badolato e prodotti dalla BaCo Productions, ci sono Beira Mar, Il firmamento, Sbundo e La lucina, d’imminente uscita. Quest’ultimo film è stato girato in Basilicata. Per lo più nella città di Sant’Arcangelo. In questa intervista emerge un ritratto di Jonny Costantino scrittore con riferimento al suo ultimo libro Mal di fuoco. Pubblicato da Effigie edizioni, Mal di fuoco cala il lettore nel profondo della condizione umana. Indaga senza filtri quell’occasione di vita offerta dall’arte che appare più necessaria del pane. Si fa leggere tutto d’un fiato.

Con Mal di fuoco si entra "nella tua sala macchine”. Con un testo che spazia fra romanzo e aforisma (io aggiungerei poesia). E intrattiene il lettore con temi di fantascienza e sottosuolo. Sei riuscito a raccontare con spietata sincerità il negativo nietzschiano. O quell’essere “mangiato dalla malinconia” per dirla alla Leopardi. O ancora quel “male di vivere” espresso in versi da Montale. Così inscindibile e necessario della condizione umana. Cosa vuol dire «siamo fatti a somiglianza della notte»?

JC

È quello che deve scoprire il lettore. La notte è qualcosa da cui non ci emancipiamo. Diffido di coloro che si professano portatori di una luce sradicata dalla notte. Nella notte, anche quando rigurgitiamo luce, restiamo affondati fino al collo. Ci si convive, con la notte. La si distilla, la notte. La notte s’indispettisce quando, per amore di metafora o di simbolo, dimentichiamo quanto essa sia concreta, contundente. Ci sono notti e notti. Veniamo dalla notte del grembo materno. Svaniamo nella notte dell’ignoto. C’è una notte interiore, metafisica e sensuale al contempo. C’è una notte esteriore, laddove s’incontrano gli amanti, dove confabulano i banditi, dove gli artisti misurano la propria audacia. Se non sono ambedue le cose, amanti e banditi, gli artisti sono trascurabile cosa.

La conversazione continua qui.

Un disegno di Nicola Samorì per "Mal di fuoco"

https://alpifashionmagazine.com/journal/








pubblicato da j.costantino nella rubrica libri il 6 luglio 2018