Persone

Riccardo Cameranesi



Dopo cinque anni di lavoro continuo e discontinuo, di insonnie e sveglie all’alba, di notti e di piaghe, finisce ufficialmente oggi la stesura del libro Π – Tra le formiche e dio.
Per l’occasione, eccone un breve passaggio.




Una delle domande più stupide che si possano fare è: «Qual è il tuo colore preferito?», e non tanto perché è una domanda da rivista per adolescenti, quanto perché sostiene l’idea dell’esistenza dei colori.
I colori non esistono. Non in astratto, perlomeno. Portatemi l’arancione in casa e vi crederò, portatemi il giallo a cena e avrete ragione.
Non esiste il colore assoluto, non esiste un colore, punto. Ogni colore è inseparabile da qualcosa, ogni colore esiste impregnato nel reale, inserito in un contesto. Mi piace l’azzurro se è nel cielo, non se è in una mozzarella, il rosso se è in una copertina, non se è nella mia merda, mi piace il verde se è in un divano, non se è nella pelle. I colori sono nelle cose, non su di esse, i colori non sono divisibili dalle cose. Essi sono quelle cose.
Una bottiglia blu non incarna il blu come esistenza astratta: essa è blu. Il blu non è in qualche modo separato da lei ed esistente di per sé. Se brucio quella bottiglia sparisce anche il blu.
Ogni cosa esiste come presenza, e le parole che noi estraiamo da essa non fanno esistere i concetti in modo autonomo dalle esistenze reali che li esprimono.
Allo stesso modo, l’umanità è l’insieme di tutte le persone che vivono, non qualcosa di superiore che le collega in un qualche metafisico modo.
Ma da questo errore di valutazione, da questo spostare tutto su un piano astratto dimenticandosi di quello reale, derivano una serie di errori che si fanno a volte gravi e pericolosi. Si usano parole vaghe come se esistessero davvero, come se ci fossero solo loro, e ci si fa assolutori e collusi, arrendevoli e miopi. Perché troppo spesso si dimentica che nella realtà ci sono solo le persone.
Non ci si può lavare le mani dai problemi parlando di “cultura mafiosa”, “tradizioni secolari”, “sistema di potere”, “modello economico”. Non si può semplicemente alzare le spalle e dire: «ormai è così, è un problema troppo grosso, troppo potente, troppo astratto». Non ci si può assolvere rendendo i problemi nuvole che aleggiano, inarrestabili, sopra le nostre teste.
Perché in realtà non esistono i reati ambientali: ci sono dei pezzi di merda che intossicano per decenni intere aree abitate, o che sversano nei fiumi rifiuti tossici, che li sotterrano e li buttano in mare.
Non esiste la strumentalizzazione: esiste chi sfrutta tragedie e specula sulle sofferenze, chi cerca e sceglie obiettivi sensibili per guadagnare soldi e voti.
Non esiste l’evasione fiscale: esistono commercialisti e avvocati specializzati nel furto di soldi pubblici, e ricchi che affidano loro i propri soldi e fingono di non sapere, ed esistono dipendenti pubblici che voltano la testa o prendono la mazzetta.
Non esiste la mala politica, esistono i politici che si fanno i propri affari, che giocano con le leggi e vogliono solo poltrona e stipendio.
Non esiste l’oscurantismo, esistono invasati e cinici di ogni risma che professano bugie e incantano milioni di allocchi per renderli servi in nome di favole e spettri.
Non esiste l’inquinamento: esistono miliardi di persone che usano oggetti inefficienti e dannosi per la nostra sopravvivenza in quanto specie.
Non esiste la mafia: esistono capi e capetti di ogni sorta, boss rispettati e novizi abbagliati da un successo superficiale e idiota.
Non esiste la malasanità, esistono medici e dirigenti pubblici in carne, sangue e ossa che speculano su carne, sangue e ossa altrui.
Non esiste il sistema economico malato: esistono truffatori seriali e coscienti che succhiano soldi agli ingenui.
Non esiste la disinformazione, esistono giornalisti, e redattori, e direttori che scelgono di strumentalizzare le notizie, di manipolarle, inventarle, taroccarle, e nasconderle.
Non esiste la corruzione, esistono i corrotti e i corruttori, non esiste la violenza, esistono i violenti, non esiste il razzismo, esistono i razzisti, non esiste il baronaggio, esistono i baroni, non esiste la bugia, esistono i bugiardi, non esiste la cattiveria, esistono i cattivi, non esiste la speculazione, esistono gli speculatori, non esiste lo stupro, esistono gli stupratori, non esiste la mafia, esistono i mafiosi, non esiste l’economia, non esiste la politica, non esiste l’informazione, non esiste la storia, non esiste la medicina, non esiste la giustizia, non esiste l’umanità,
esistono
soltanto
le persone.


Illustrazioni: © Luis Quiles, in arte Gunsmithcat.








pubblicato da nella rubrica emergenza di specie il 11 maggio 2018