Un martini

Francesco Selvi



Una pièce da spizzicare in pomeriggi uggiosi, con luce spiovente come potremo immaginarla per la fine del mondo (FS)

A: un martini? Perché no!? Mi piace il martini, adoro il sapore acre, pungente, quel sottofondo di ginepro... un martini perfetto? Freddo, secco, chiaro, puro!

B: sì, ha proprio ragione. Un martini schiarisce le idee, è il compagno perfetto per un tramonto sul golfo di Napoli mentre si sfoglia un volume di Hemingway. Del resto questa casa è il luogo migliore in città dove bere un martini

A: infatti, sono d’accordo con lei! Vedo che abbiamo idee comuni su tale argomento, me ne compiaccio. Non si può bere martini migliore in città, i migliori martini che io abbia mai bevuto in città sono quelli dei party dati dentro a questa casa

B: le dirò di più... non sono sicuro del perché, ma ogni volta che bevo un martini in questa casa mi trovo esattamente qui, di fronte a questo quadro

A: strano! Anche per me questa è la posizione migliore della casa... un po’ defilata, è vero, ma di fronte a un quadro come questo non si può che bere un ottimo martini

B: sì, concordo. Questo quadro stupendo si può capire solo dopo ad un martini perfetto, come ormai in città se ne beve solo in questa casa. Perché se un martini non è perfetto tanto vale non berlo

A: sì, tanto vale bere una qualsiasi dozzinale birra o che altro... ma un martini deve essere perfetto, come in questo quadro, la pittura risulta interessante solo se perfetta, come in questo quadro per l’appunto

B: Eh ma il padrone di casa è un raffinato. Da tanto tempo che lo conosco e vengo qui e non l’ho mai visto sbagliare in quanto ad abiti e ad arredamento

A: sì, un vero orologio svizzero in quanto ad eleganza, è puntualmente perfetto negli accostamenti di colore, mai una volta che lo abbia visto con una giacca sbagliata o una camicia troppo larga... lei è da molto che viene alle feste in questa casa?

B: oh sì, sono ormai tanti anni, mi sento davvero a mio agio qui... posso dire si sentirmi, senza esagerare, come a casa mia!

A: sì, è una sensazione che conosco dato che anche io sono, mi lasci passare il termine, un habitué!... strano che ad oggi non ci eravamo ancora incontrati

B: sì, è strano... io vengo di solito alle feste che si tengono nei giorni pari

A: ah, ecco perché, io vengo di solito alle feste che si tengono nei giorni dispari! ma... oggi? Oggi è il 23!

B: è stato un caso... diciamo, per così dire, una pazzia

A: ha fatto bene, non ci si sarebbe potuti conoscere e non si sarebbe potuto bere insieme un bel martini di fronte a questo quadro magnifico

B: sì, dopo una giornata di duro lavoro, chiamate, firme, contratti, mi sono detto ’’ma che ti importa se oggi è il 23 e quindi è una giornata dispari? Tu hai una voglia matta di un martini a casa del dottore, di uno di quei martini che si bevono solo a quelle feste stupende a casa del dottore, quelle feste a cui ti sei sempre rifiutato di andare i giorni dispari, quelle feste in cui irrimediabilmente ti ritrovi sempre nello stesso punto un po’ defilato ma da cui si gode di una vista panoramica sul salone e su tutti gli invitati... quindi perché rifiutarsi tale piacere?

A: esatto! A proposito, è da un po’ che non passa nessun cameriere

B: sì, sarebbe ora di berlo, questo martini, no?

A: si... ah, ecco che si avvicina un cameriere

B: viene da questa parte?

A: si, ci ha visto?... secondo lei ci ha visto?

B: si sporga un po’ di più

A: lei alzi la mano, no? Sì sì, forse ci ha visto

B: viene verso di noi?

A: sembra di sì, forse è la volta buona

B: speriamo, mai avuto così sete di martini... allora?

A: accidenti

B: cosa?

A: stava venendo da questa parte quando...

B: quando? Non mi tenga sulle spine

A: aspetti, non capisco, non lo vedo più...

B: è scomparso? Mi pare impossibile

A: non mi metta fretta per favore

B: nessuna fretta ma un cameriere è un cameriere, mica una mosca... che vuol dire che è scomparso?

A: che non lo vedo più, un attimo fa era lì e l’attimo dopo... no aspetti, era fermo dietro ad un uomo grasso, è per quello che non lo vedevo

B: che fa, gioca a nascondino?

A: sta parlando con quel tipo

B: gli dà da bere?

A: no, pare stiano solo parlando

B: ma non è in servizio? Lo devo riferire al dottore, bisogna stare attenti al giorno d’oggi con la servitù, a quelli dai un dito e si prendono l braccio intero. Ora che fa? Ancora delle chiacchiere? E noi qui intanto si muore dalla voglia di un martini... che fa? Che fa?

A: se n’è andato

B: dove?

A: si è allontanato, accidenti

B: ma non ci aveva visti?

A: evidentemente no

B: quel tipo, quel grassone, deve aver fatto una richiesta particolare, qualcosa che il cameriere è andato direttamente a far preparare al barman

A: incredibile... cioè, non trova che la faccia tosta ai giorni nostri sia arrivata a livelli impensabili?

B: assolutamente! Sì, ci sono persone che hanno, come si suol dire, la faccia di pietra. E poi quel tipo, quel ciccione, sì, quello là: l’ha mai visto?

A: dove?

B: qui, alle feste del dottore

A: mai

B: nemmeno io. Quindi non è venuto mai né nei giorni pari né in quelli dispari

A: praticamente mai

B: praticamente mai e anche mai senza praticamente!

A: potrei giurare che non solo è la prima volta che quel tipo mette piede qui dentro, ma sono sicuro non conosca nemmeno il dottore

B: vuole dirmi...

A: proprio così, un imbucato!

B: un imbucato!?

A: un imbucato! Non conoscono nessuno, si infiltrano a casa di persone rispettabili, si abbuffano di tartine... ma non solo: chiedono anche cocktail astrusi che non sono nella lista

B: e noi, degli habitué, che ci accontentiamo di un martini

A: un martini perfetto

B: sì, un martini perfetto, ma pur sempre un semplice martini

A: eh caro mio, l’educazione non è sempre di casa, non sempre si trova chi, nonostante potrebbe chiedere qualsiasi cosa, si accontenta... accontentarsi è una grande e mirabile virtù ed è segno inequivocabile di rispet... ma che succede?

B: arriva

A: chi?

B: il grassone

A: ah, voglio proprio chiedergli che mai ha chiesto al cameriere

B: si, ma... prudenza!

C: salve signori

A: salve

B: salve

C: bella festa, no?

B: bellissima

A: festa perfetta... non fosse che è da un po’ che vorremmo due martini

C: oh ma forse il cameriere non vi ha visto

A: sì, ci ha visto

B: sì... ma poi io ho già bevuto qualcosa prima... certo, un martini...

A: sì, un martini andrebbe a entrambi. Ma sarà di sicuro questione di un attimo! Lei invece che beve?

C: ho chiesto ad Enrico di farmi preparare un negroni sbagliato. Lo conoscete?

A: sì certo

B: ma non è nella lista

C: beh, Enrico, il barman, sarà felice di prepararlo per me

B: Enrico è buono e gentile come sempre

C: non è facile trovare dei barman come Enrico

A: ma... Enrico potrebbe preparare anche i nostri martini?

C: sarebbe felice di prepararveli se non foste rintanati qui di fronte al bagno

B: sa, tutte le volte che veniamo a queste feste ci piazziamo qui

A: sa, il quadro...

B: lo troviamo meraviglioso

C: questa crosta? Ah ah ah

A e B: crosta?

C: ma sì, è di un amico di mia moglie che ha velleità artistiche, ce l’ha regalato e non sappiamo mai dove posizionarlo... ora lui è andato a stare in Africa... sapete, aiuti umanitari e cazzate del genere... sa che le dico? Tenga, glielo regalo! Non vederlo più in giro per casa mia sarà una liberazione!

A: ah... ehm

B: grazie

C: ma non c’è di che... ed ora forza, a prendere questi martini, fate come foste a casa vostra... ah, perdonate: come avete detto che vi chiamate?

Le opere riprodotte sono di Francesco Selvi.








pubblicato da j.costantino nella rubrica teatro il 4 maggio 2018