Televisione

Sergio Baratto



«Ogni consumatore [di televisione] è un lavoratore a domicilio non stipendiato che coopera alla produzione dell’uomo di massa.»
Günther Anders, L’uomo è antiquato

In questi anni la televisione è diventata la punta di diamante della fabbrica della cattiveria. Purtroppo, tutte le banalità sulla lobotomizzazione catodica sono vere. Per rendersi pienamente conto di quanta merda contenga e di quanta merda produca e moltiplichi nel mondo reale, è sufficiente allontanarsene per un po’ e poi riaccenderla.
Liberarsi fisicamente del televisore regala silenzio, crea nuovo spazio in casa, aumenta il tempo libero da trascorrere con sé stessi o con i propri cari. Una delle domande più tristi che mi sono sentito rivolgere è «Senza televisione come lo passi il tempo?».
A chi dice che non tutto ciò che passa in tv è merda, che basta saper scegliere, rispondo che lo so benissimo, ma che si tratta di cose facilmente sacrificabili. Niente di ciò che viene prodotto per la televisione è irrinunciabile. A chi sostiene che non è il mezzo il male, ma l’uso che se ne fa, rispondo che ci sono momenti i cui sarebbe bene non farne alcun uso e persino momenti in cui le circostanze impongono di combatterlo.

Qesto pezzo, come i precedenti, fa parte di uno scritto più lungo intitolato "Finché vivi, finché ti è possibile, diventa buono", comparso su Che fare?, il quinto numero della rivista del Primo amore.








pubblicato da s.baratto nella rubrica democrazia il 22 febbraio 2011