Il trauma storico al cinema

Mario Pezzella



L’introduzione del dossier Trauma storico e rappresentazione II curato da Mario Pezzella e, a seguire, l’indice del numero della rivista - "Rifrazioni 17 digital" - che lo contiene.

"Il figlio di Saul" (2015) di László Nemes (elaborazione grafica di Roberta Errani)

Con questo dossier si conclude la riflessione iniziata nel numero precedente della rivista ["Rifrazioni 16 digital"] sul trauma storico e la sua rappresentabilità. Sul tema, rimando all’introduzione del primo dossier e aggiungo qualche riflessione di ordine più generale e politico.
Avendo perso la capacità di pensare in termini di eredità e di trasmissione culturale e psichica dell’esperienza da una generazione all’altra, l’umanità attuale dell’Occidente subisce gli atti sanguinari che la colpiscono in stato di piena incoscienza, furore cieco, depressione disperata. Gli studi compiuti sulla Shoah hanno dimostrato fino a che punto il trauma subito da un genitore o da un antenato si trasmetta in eco multiple nelle generazioni successive, determinando disastri psichici, malattie incurabili, suicidi. In questo caso il trauma originario (la Shoah) è relativamente ben conosciuto, benché deformato dalla spettacolarizzazione e svuotato della sua sostanza dolorosa; ma se il silenzio su una violenza storica è assoluto, se è trascorso troppo tempo senza che ne resti una traccia linguistica e simbolica, se l’oblio diviene totale, le conseguenze tuttavia continuano a essere attive e a propagare il loro malessere.
Il nostro pensiero politico psicologico e storico non riesce letteralmente ad accettare che un trauma del passato, per esempio la violenza coloniale sulle vittime, possa oggi produrre la follia omicida di un singolo o la radicalizzazione fondamentalista di un gruppo. L’oggi è vissuto nella sua atomizzazione svuotata di ogni rapporto ad altro, e così si costruisce un duello fantasmatico fra i partigiani della ragione democratica e gli schiavi di un odio patologico e insensato. Dovremmo tener presente che nell’inconscio del collettivo i tempi sono coesistenti e paralleli e anche la ferita subita se- coli prima sopravvive in modo deforme e obliquo nell’istante attuale; ma senza risalire a un passato così remoto, basterebbe ricordarsi di quanto è accaduto trenta o cinquant’anni fa, per comprendere la logica interiore della follia di coloro che ci colpiscono.

"Monsieur Klein" (1976) di Joseph Losey

RIFRAZIONI. DAL CINEMA ALL’OLTRE
anno 10, numero 17, marzo 2018

EDITORIALE
di Jonny Costantino

DOSSIER
Trauma storico e rappresentazione II
A cura di M. Pezzella

INTRO
MARIO PEZZELLA
UMBERTO D. di V. De Sica
DIEGO BATTISTINI
L’UOMO DEL BANCO DEI PEGNI di S. Lumet
ALBERTO ZINO
IN GIRUM IMUS NOCTE ET CONSUMIMUR IGNI di G. Debord
FRANCESCO BIAGI
SALÒ O LE 120 GIORNATE DI SODOMA di P. P. Pasolini
ALESSANDRO SIMONCINI
FRANCESCO VERRI
MONSIEUR KLEIN di J. Losey
STEFANO POGGIOLINI
PERDIZIONE di B. Tarr
MARIO PEZZELLA
IL CLUB di P. Larraín
VALENTINA MOROTTI
IL FIGLIO DI SAUL di L. Nemes
DOMENICO RUBINO

visioni


POST TENEBRAS LUX di C. Reygadas
LUIGI SEBASTIANI
HARD TO BE A GOD di A. German
LUIGI SEBASTIANI
MA LOUTE di B. Dumont
ANDREINA DI SANZO
ELLE di P. Verhoeven
ROSSANA LISTA
MORT À SARAJEVO di D. Tanović
ELISA BONDAVALLI
120 BATTITI AL MINUTO di R. Campillo
COSTANZA TABACCO

poetiche


L’ULTIMO GASPAR NOÉ
DANIELA PECA
VITO M. BONITO
LUCA FERRI
TONINO DE PACE

cineletteratura


IL DIARIO DI UNA CAMERIERA attraverso Mirbeau, Buñuel, Jacquot
MARA PETROSINO

cinemusica


SINGING IN EXILE di T. Finocchiaro e N. Rossetti
FRANCESCO GALA

cinearchitettura


SGUARDI TRA CINEMA E ARCHITETTURA
SILVIA DALZERO

diagonali


LO SCACCO DEL REALE
GIUSEPPE SPINA

l’oltre del cinema


A.K. E IL CINEMA IMPRESSIONISTA
DANIELE ROSPO

Un manifesto dell'Internazionale Situazionista

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pubblicato da j.costantino nella rubrica cinema il 21 marzo 2018