L’adorazione e la lotta

Antonio Moresco



Negli ultimi vent’anni, accanto a vasti romanzi, romanzi brevi, racconti, opere di teatro e altri testi legati a esperienze di sconfinamento e cammino, mi è capitato di confrontarmi con scrittori, poeti e pensatori incontrati sulla mia strada e che avevano lasciato un segno profondo dentro di me. Ne sono nati scritti che non hanno le caratteristiche di riflessioni pacificate e di degustazioni ma che sono parte della stessa spinta che anima i miei altri libri e che vanno a comporre con questi un’unica e indistinguibile manifestazione del mio stare dentro il territorio della letteratura.

Molti di questi scritti sono stati pubblicati via via in libri ormai introvabili (Il vulcano, L’invasione, Scritti di viaggio, di combattimento e di sogno) e, più di recente, in Lettere a nessuno, La parete di luce e Scritti insurrezionali, ma anche come prefazioni, resoconti di incontri pubblici, interventi e prese di posizione apparse su riviste e in rete. Adesso, a questo punto della mia vita di scrittore, sento il bisogno di raccoglierli in volume e di renderli di nuovo disponibili. Così li ho rivisti e riattraversati completamente e li ho disposti e ricollocati secondo un movimento interno che non mi sarebbe stato possibile e concepibile prima.

Il libro si apre con tre immagini in movimento, che sono anche tre emblemi e tre ingressi: quello della corsa del ghepardo, di come arde e dura una stella e del big bang del dolore. Poi ci sono due scritti dove si prendono di petto alcune delle cruciali semplificazioni culturalistiche di questi anni: quelle che passano sotto i nomi di “fiction” e di “autofiction”. Nella sezione successiva del libro, intitolata Corpo a corpo, è più evidente e dispiegato il mio modo di procedere attraverso un fronteggiamento e un abbraccio con la voce diretta degli autori, che non viene impiegata come semplice citazione ma come parte integrante del movimento di combustione e di conoscenza. Poi c’è una sezione intitolata La lotta, contrassegnata dalle dinamiche combattenti attraverso le quali prende forma in me il riconoscimento. L’ultima sezione, intitolata L’adorazione, raccoglie alcuni scritti dove emerge completamente questa possibilità fusionale nascosta nel cuore della letteratura e del mondo.

Ma c’è da dire che questi due aspetti, quello dell’adorazione e della lotta, non sono esemplificati e confinati nelle sole due sezioni che portano tale titolo ma sono presenti e intrecciati in ogni sezione e parte di questo libro, all’interno del quale – come sezioni a sé – due altri testi sono a loro volta emblemi epocali: quelli del Testimone e del Diavolo. Così come sono tre altri emblemi, tre uscite o tre ingressi, quelli posti alla fine del libro: La parete di luce, Il sogno della letteratura e L’adorazione.

Ho deciso di non raccogliere qui alcuni pamphlet pubblicati anni fa, come quello contro Calvino (Il paese della merda e del galateo) e altri, perché gli stessi temi sono stati sviluppati più a fondo in riflessioni successive. Questo tipo di scritti – sui quali comunque, nella sostanza, non ho cambiato idea – esprimevano di primo impatto la mia rivolta antimanieristica e antinovecentesca.

Ora, rileggendo e rivedendo questi testi in vista della pubblicazione, mi accorgo ancora di più della loro diversità ed estraneità rispetto a quanto viene etichettato come “saggistica letteraria”. Sono testi difficili da definire e dallo statuto incerto, che uniscono in modo indissolubile narrazione, riflessione e pensiero, che ho scritto quasi sempre incoercibilmente e di getto, non con l’atteggiamento del critico letterario, dell’ordinatore e del sottrattore ma con l’abbandono prefigurativo e moltiplicatorio dello scrittore di visione e del romanziere. Sono nati da moti di passione, aneliti, bisogni di esplorazione e di svelamento, da insubordinazioni, entusiasmi, disperazioni e urti, da spinte apologetiche e di combattimento ravvicinato, da un sentimento non solo della letteratura ma della vita e del mondo sempre più tragico e aperto, estraneo al gioco di questi anni, bloccato sull’autoreferenzialità della “letteratura” da una parte o sulla duplicazione della “realtà” dall’altra.

Ho pubblicato in passato altri libri dove mi avvicinavo agli stessi punti nevralgici attraverso l’esercizio orale della conversazione (La visione, Conversazione al buio). Non metto tra questi un altro libro (Lo sbrego), che ha un passo narrativo che lo avvicina piuttosto al romanzo intimo, alla presa di coscienza artistica e alla confessione.

Pensando e dicendo queste cose e poi facendone dei libri mi animava la speranza di riuscire a mostrare l’oggetto al di fuori delle rappresentazioni e cristallizzazioni operate dal modo di intendere la letteratura dominante in questa epoca, di persuadere, di contagiare, di accendere un fuoco in questa epoca buia e in questo drammatico passaggio di specie, per di più nel povero e perduto Paese in cui vivo, dove sembrano dominare, in ogni campo, la guerra fratricida, il disamore, il cinismo. Mi sembrava, mi illudevo che non lasciando niente di intentato ma continuando ostinatamente a far balenare questa forza e questo sentimento irradiante si potessero creare le condizioni per riaprire i possibili.

Ma, tranne rari e preziosi casi isolati e la risposta appassionata e intransigente di giovani lettori, scrittori e studiosi, non sono finora arrivati altri segni di vita da parte del misero mondo che nel nostro Paese gravita sempre più accidiosamente attorno alla parola scritta e alla sua portata e potenza.

In questo libro si parla, tra i molti altri, di Cervantes, Swift, Melville, Emily Dickinson, Murasaki, Plotino, Proust, Kafka, Joyce, Virginia Woolf, Nijō, Victor Klemperer, Céline, Beckett, De Roberto, D’Arrigo, Tolstoj, Artaud, Milton, Primo Levi, Bilenchi, Volponi, Francis Scott Fitzgerald, Simenon, Rimbaud, Goethe, Dante, Leopardi, Dostoevskij, Bulgakov, Guimarães Rosa, Platone, London, Adolf Hitler, Teresa D’Avila…

Ho intitolato questo libro L’adorazione e la lotta perché per me queste due tensioni sono inseparabili, sono una cosa sola, perché per me non c’è adorazione senza lotta e non c’è lotta senza adorazione.

Antonio Moresco, L’adorazione e la lotta, Mondadori, 2018.








pubblicato da a.moresco nella rubrica libri il 19 febbraio 2018