Porco Rosso, avrai il mio scalpo!

Marco Rossari



Porco Rosso, avrai il mio scalpo
con la tua epica sbrindellata
la tua parabola libertaria
la tua aria nei capelli
anzi nelle setole.
Porco Rosso,
un porco che non vola è solo un porco
e tu saetti e cabri e avviti
e inventi e grufoli
(ci vuole un poeta giapponese
per librarci e liberarci
nella nostra storia).
Porco Rosso,
meglio porco che fascista:
parole suine.
Porco Rosso,
come bevi tu
nemmeno Humphrey Bogart.
Porco Rosso,
come fumi tu
nemmeno Jean Gabin.
Porco Rosso,
non entrare sotto il gazebo
della Gina, resta lì
a volteggiare: lasciaci qui,
abbandonaci a questo
panorama scialbo.
Continua a scorrazzare
nel tuo Adriatico cartoondivago
che sembra tanto il lago di Como
ma non importa;
continua a decollare
lungo i navigli di Milano,
che sembra tanto Parigi
ma chissenefrega;
continua le tue evoluzioni
gli arabeschi impavidi dettati
dalla risata guascona.
Lasciaci qui con
i nanni moretti
i daniele lucchetti
i francesca archibugi
i carlo mazzacurati
i ferzan ozpetek
i giorgio diritti
i paolo virzì
i giuseppe tornatore
lasciaci qui con loro
(vita, personaggi, trama)
ce lo meritiamo.
Porco Rosso, vai e non tornare.








pubblicato da m.rossari nella rubrica cinema il 20 febbraio 2011