Due uomini scendono dal treno

Tiziano Scarpa





L’uomo che stava per scendere dal treno poteva avere settant’anni. Indossava un trench color carta da pacchi, i pantaloni verde trifoglio; la cintura del soprabito gli penzolava dai fianchi. Sulle sue scarpe di vacchetta luccicavano fibbie dorate. Da lontano la capigliatura scomposta sembrava un unico impasto grigio, ma avvicinandosi si distinguevano le ciocche bianche striate da filamenti ancora neri che trattenevano un residuo di giovinezza. Un tempo i suoi capelli dovevano essere stati di un nero assoluto. Nel complesso dava l’idea di un gentiluomo rimasto fedele a qualcosa che ricordava solo lui: vecchi sceneggiati televisivi in bianco e nero; donne in abiti d’organza; galatei minuziosi, molto impegnativi, che però garantivano risultati a colpo sicuro. Non voleva cedere la sua valigia a un giovanotto dai capelli rossi, che insisteva per trasportargliela giú dal predellino.
«Si lasci dare una mano, maestro», disse il giovanotto, con una voce acuta, quasi femminile, in un tono di sincero rispetto. «Per me è un onore».
L’uomo anziano non gli rispondeva, ma non mollava il manico della valigia.
Dietro di loro, la gente in coda aspettava che quei due si mettessero d’accordo. Stavano tappando l’uscita del vagone, con la loro disputa.
«Un onore e una soddisfazione», rimarcò il giovanotto. I suoi capelli, rossi e gelatinosi, erano pettinati aderenti al cranio...


Questa è la prima pagina del mio nuovo romanzo, pubblicato oggi.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica libri il 23 gennaio 2018