Oh com’è divertente disinformare

Tiziano Scarpa (con una replica di Luigi Mascheroni)



Anche se questa volta Vittorio Giacopini non ha fabbricato una fake news, su “Pagina Tre” di stamattina ha dato evidenza alla disinformazione altrui.

Succede che Massimiliano Parente secerna il suo ennesimo articoletto disinformato. Ai lettori di “il Giornale” offre le solite conferme di vecchi stereotipi. Ad uso dei conservatori conserva accuratamente pregiudizi e luoghi comuni. Nei suoi rassicuranti ritrattini confezionati per la sua area di riferimento, gli intellettuali restano i soliti cervellotici, cattocomunisti, intolleranti, stalinisti. Insomma, siamo ancora al culturame. Parente è un sedativo. Sembra sulfureo, e forse lui si illude di esserlo, ma è una camomilla. Ninna il suo pubblico con articoli rassicuranti. Come a dire: riposate tranquilli, continuate a ignorare, a non dare un’occhiata da quelle parti, l’ho fatto io per voi, non ne vale la pena.

Nel suo articolo ha fatto una descrizione dei cosiddetti “blog letterari antagonisti” di oggi che si commenta da sé. Parente non sa niente, o fa finta di non sapere quel che contengono questi siti. Offre esempi e citazioni che fanno gioco alla versione caricaturale che ne vuole costruire.

Basta dare un’occhiata anche rapida a questo sito, per constatare quanto sia camomillescamente disinformato quel che dice di noi. Per esempio, dopo il cammino del 2011 citato da Parente ne sono stati fatti altri sei, di migliaia di chilometri, in Italia e in Europa, e questa pratica ha attecchito al punto da far nascere un’associazione autonoma, Repubblica Nomade, che continua a idearli e a organizzarli. E poi, in questi anni, dopo l’esperienza della rivista cartacea, con l’editore Effigie il nostro gruppo ha pubblicato una collana di libri… Quanto alla varietà di temi e articoli, mi sembra che le home page attuali e recenti e l’archivio del nostro sito parlino da sé. Lo stesso vale per le sedative storielle che Parente racconta su Le parole e le cose, minima&moralia e Giap di Wumingfoundation. La ricchezza e la varietà di quel che offrono questi siti salta agli occhi. Purché degli occhi ci siano.

Stamattina, nella rassegna delle pagine culturali di RadioTre, Vittorio Giacopini ha ritenuto che valesse la pena segnalare questo articolo, e lo ha fatto così:

Dal “Giornale” vi segnalo sia un’intervista allo scrittore americano Jim Shepard che un pezzo molto divertente, devo dire, di Massimiliano Parente, sui blog letterari, “I blog letterari antagonisti sono affogati nel conformismo”, come… diciamo… Parente ha una parola buona per tutti. È un pezzo molto critico, si può non condividere in tutti i suoi giudizi ma è molto divertente. E poi, vivaddio, ogni tanto qualcuno che dice le cose fuori dai denti non fa male.

Che bello, vero? In Italia ci sono decine di autori e autrici, studiosi, critici, attivisti culturali che tengono in vita riviste digitali gratuite, e lo fanno senza retribuzione, proponendo inchieste, recensioni, discussioni, ricerca di nuovi scrittori e scrittrici, organizzazione di incontri, convegni, azioni pubbliche… Ma le persone pagate con i nostri soldi – i soldi del finanziamento pubblico alla stampa che Parente percepisce tramite Il Giornale, e quelli del canone Rai che vanno nelle tasche di Giacopini – li ripagano con la disinformazione, e, “vivaddio”, con il divertimento per la disinformazione.


L’articolo di Massimiliano Parente si può leggere qui. La segnalazione di Vittorio Giacopini è qui, al minuto 14.


Aggiornamento del 14 gennaio.

Ci scrive Luigi Mascheroni:

Tiziano Scarpa su "il primo amore" si è occupato recentemente di un articolo scritto per il Giornale da Massimiliano Parente sui blog letterari italiani, tra cui "il primo amore". Non entro nel merito della questione cultural/giornalistica trattata da Parente e da Scarpa. Ma da responsabile in questo momento delle pagine Culturali del Giornale, mi preme segnalare il grande errore (questa sì è disinformazione) di Scarpa quando scrive "Ma le persone pagate con i nostri soldi – i soldi del finanziamento pubblico alla stampa che Parente percepisce tramite Il Giornale... – li ripagano con la disinformazione...". Sottolineo che il Giornale NON ha MAI avuto finanziamenti pubblici. Ripeto: Mai, in alcuna forma. Il Giornale, fin dai tempi di Montanelli (almeno a partire dal 1978), è sempre stato finanziato dalla famiglia Berlusconi. Che ne ha goduto gli utili e semmai ripianato i debiti. Ma è sempre stata un’azienda privata. Come l’Einaudi (di Berlusconi) per la quale Scarpa ha pubblicato molti libri, percependo soldi. Ma i "finanziamenti pubblici" il Giornale non li ha mai visti. Se scriviamo cazzate (come sembra sostenere Scarpa) ce le paghiamo da soli, senza gravare sul contribuente.

Mascheroni ha ragione per quanto riguarda i contributi diretti. Quelli indiretti però ci sono: agevolazioni fiscali che ricadono anch’esse sulla comunità, e che sono di fatto pagate da tutti noi. T. S.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica giornalismo e verità il 12 gennaio 2018