Giochi dell’eternità

Antonio Moresco



Sta per tornare in libreria, nella nuova collana degli Oscar 451, l’edizione completa dei tre volumi che compongono Giochi dell’eternità. Dopo Gli esordi, a distanza di pochi mesi uno dall’altro, usciranno Canti del caos e Gli increati.

Quest’opera è stata pensata e scritta nell’arco di trentacinque anni ed è composta di tre vaste parti – Gli esordi, Canti del caos, Gli increati – ciascuna delle quali è divisa a sua volta in tre parti.
Nella prima parte di questo primo volume (Gli esordi), il protagonista e voce narrante è un seminarista silenzioso, nella seconda uno straniato agitatore rivoluzionario, nella terza uno scrittore sotterraneo. La prima parte è immersa nella dimensione religiosa, la seconda in quella storica, la terza in quella artistica (sacerdote, soldato, artista).
Fin dall’inizio di questo primo volume fanno la loro apparizione le due figure che attraverseranno con il loro combattimento e il loro abbraccio le tre parti dell’intera opera (il Gatto e il Matto), si cominciano a spostare i confini e i limiti della percezione e tempo e luce vengono divaricati e aperti, mentre il mondo visibile viene immobilizzato. Perché il mondo deve venire immobilizzato per poter essere spalancato e poi attraversato.
Nella seconda parte (Canti del caos), esplosiva, estrema e ventre lirico dell’intera opera, la bolla dell’immobilità e del silenzio si rompe e possono fare irruzione tutti i materiali incandescenti di questa epoca, che viene fronteggiata e cantata attraverso alcune delle sue dimensioni dominanti: economia, pornografia, pubblicità, moda, riproduzione tecnica della vita biologica e del nostro immaginario mitico e religioso di specie.
Nella terza parte (Gli increati) avviene la vertiginosa agnizione della natura intima e segreta dell’intera opera, che si svela via via al lettore – e all’autore stesso – e che mi guardo bene dall’anticipare qui in poche e superficiali parole, perché chi la leggerà possa compiere in modo autonomo e attivo l’intero viaggio con il suo percorso poetico e di conoscenza e perché ciò che era annidato fin nelle prime pagine del primo volume possa arrivargli direttamente tramite le parole con cui è riuscito a trovare forma e a rendersi dicibile attraverso il linguaggio.








pubblicato da a.moresco nella rubrica libri il 22 dicembre 2017