Finché arrivano lettere d’amore

Helga M. Novak



Da qualche giorno è in libreria Finché arrivano lettere d’amore. Poesie 1956-2004 di Helga M. Novak, traduzione e cura di Paola Quadrelli (Effigie, collana “Le Meteore”, diretta da Anna Ruchat e Domenico Brancale).

È questa la prima antologia italiana della lirica di Helga M. Novak, qualificata dal poeta e chansonnier tedesco-orientale Wolf Biermann come “la maggiore poetessa della DDR”. Intensamente legata alla esperienza autobiografica, contrassegnata da un doloroso destino di figlia adottiva, dall’espatrio dalla DDR nel 1966 e da una esistenza errabonda, la vasta produzione poetica della Novak si distingue per una notevole varietà formale, ritmica e contenutistica, testimoniata nel presente volume dall’alternarsi di ballate di sapore popolare, apologhi di marcata attualità politica, lamenti d’amore, invocazioni struggenti, composizioni di soggetto storico e mitologico e, soprattutto, splendide poesie dedicate alla natura, in cui paesaggi coperti da antiche foreste e punteggiati di laghi vengono evocati con precisione naturalistica e forza visionaria. (Paola Quadrelli, dal risvolto di copertina)

solange noch Liebesbriefe eintreffen
ist nicht alles verloren
solange noch Umarmungen und Küsse
ankommen und sei es in Briefen
ist nicht alles verloren
solange ihr noch in Gedanken
nach meinem Verbleib fahndet
ist nicht alles verloren

finché arrivano lettere d’amore
non tutto è perduto
finché mi raggiungono abbracci
e baci seppure per lettera
non tutto è perduto
finché nei pensieri
vi chiedete dove io sia
non tutto è perduto

*

WENN DER MOND IN DIE SEEN FÄLLT
zwischen Kalmus und Wasserratte
falle ich auch

wenn der Haselbaum sich neigt
schwer über Moos und Nadelbetten
gehe ich auf Knien

wenn der Rehbock mit goldenem Huf
Funken schlägt auf den Kieselsteinen
stehe ich auf

wenn das blaue Gefieder verweht
über Lärchen und Kieferkronen
flieg ich davon

QUANDO LA LUNA CADE NEI LAGHI
tra il calamo aromatico e il ratto d’acqua
anch’io cado

quando il nocciolo si china
greve sopra muschio e letti di aghi di pino
anch’io mi inginocchio

quando il capriolo dallo zoccolo dorato
sprizza scintille sui ciottoli di ghiaia
mi levo in piedi

quando l’azzurro piumaggio si disperde
su larici e corone di pini
mi alzo in volo

*

bin verloren ohne Wald

ohne Wald und wo kein Baum wächst
bin ich verloren Wind tobt um jede Ecke
der Sturm klagt unsere frühe Liebe ein
und reißt mich an den Haaren
die damals traumaufregende Weite
hat sich verwandelt mir in Landschaft
aus kahler prüfender höhnischer
Nacktheit meine veralteten Leidenschaften
hervorzurufen und zu entlarven

sono perduta senza foresta

senza foresta e dove non crescono alberi
sono perduta il vento impazza a ogni angolo
la tempesta rivendica il nostro antico amore
e mi afferra per i capelli
la vastità che un tempo eccitava i sogni
mi si è tramutata in un paesaggio
di spoglia inquisitoria beffarda
nudità che evoca e smaschera
le mie invecchiate passioni








pubblicato da j.costantino nella rubrica poesia il 17 ottobre 2017