Tutta la musica del mondo #12

Serena Gaudino



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Con onor muore
Giacomo Puccini
Da Madama Butterfly. Soprano Maria Callas
Direttore H. von Karajan

Kimono

Di ritorno dall’Argentina, tuo zio ti ha portato una scatola di cartone rivestita di seta damascata rosso fuoco. Dentro, c’era un pantalone e un kimono con un grosso drago dorato ricamato sulla schiena.
Da quando ti ha fatto quel regalo, ogni anno, alla festa di tua sorella che è a che Carnevale, ti vesti da giapponesina.
Ti basta raccogliere i capelli in uno chignon e allungarti un po’ gli occhi con il kohl per assomigliare a Madame Butterfly.
Il rossetto rosso sulle labbra è quel qualcosa in più che piace solo a tua madre.
Nella sala da pranzo, tra grossi mucchi di stelle filanti, ci sono fatine, cappuccetti rossi, apine, principi e principesse, pirati, orchi, orchesse e gigantesse.
Lisa, tua sorella, è una ballerina: tutù azzurro pallido, scarpe da ballo vere, con la punta di gesso, un tamburello tra le mani e una coroncina di fiori in testa.
Verso la fine della festa, dopo aver giocato alle “belle statuine”, a “un due tre stella” e al gioco delle sedie, annunci che ora ti esibirai nella morte di Butterfly.
Fai spazio nella stanza.
I bambini si siedono tutti intorno a te, sanno già di che si tratta. É una cosa che fai alla fine di ogni festa.
Ugo, il più piccolo lo fai inginocchiare davanti a te.
Lo abbracci.
Tuo padre, complice, è nascosto.
A un tuo cenno fa partire la registrazione. E tu cominci a cantare: Con onore muore chi non può serbar vita con onore. Piccolo Iddio! Amore, amore mio, pei tuoi puri occhi, muor Butterfly...
Abbracci con delicatezza il piccolo. Gli prendi il viso tra le mani e dici drammatica: Guarda ben fiso, fiso di tua madre la faccia! Che ten resti una traccia, guarda ben! Amore, addio! addio! piccolo amor!
Poi gli leghi una benda nera sugli occhi.
Ugo scoppia a piangere.
Tu prendi la spada che ti ha prestato il tuo amico pirata, ti trafiggi e ti accasci.
Resti immobile, stesa sul pavimento.
Col capo appena appena reclinato a destra, la gamba sinistra piegata all’indietro. I palmi delle mani aderenti al pavimento.
Ugo si strappa la benda dagli occhi. Corre via.
Annamaria piange disperata.
Carlotta si alza. Vuole la mamma.
E anche Luisa, Silvana, Vito.
Solo tu resti senza una lacrima.
Del resto sei morta. Come potresti piangere?
Poi tuo padre a squarciagola canta Butterfly, Butterfly.
É il segnale.
Puoi alzarti.
Ti guardi intorno.
«Perfetto, anche stavolta ha funzionato». Dice lui.
«Già, piangono tutti». Dici tu.
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Gli altri racconti di "Tutta la musica del mondo" sono qui:

Formiche


Lacca


Lingua


Voce


Sigarette


Applauso


Mangiadischi


Mare


Walkman


Notte


Eternità








pubblicato da s.gaudino nella rubrica dal vivo il 14 ottobre 2017