Tutta la musica del mondo #11

Serena Gaudino



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Bachiana Brasileira n. 5 per soprano e 8 violoncelli
Heitor Villa Lobos
Soprano Victoria De Los Angeles

Eternità

Sei sulla banchina dell’Immacolatella, nel porto di Napoli. In fondo al mare, dall’altro lato del golfo c’è il Vesuvio. La cima è tronca, non si vede. Si è persa tra le grosse nuvole che gli escono dalla bocca.
Nuvole grosse e dense che il vento, lentamente, si porta via.
In mezzo al cielo grigio stanno ammucchiate, una sopra all’altra.
Centinaia di persone sono con te in fila.
Le donne portano sulla testa un foulard di seta leggera.
Si coprono i capelli e la fronte. Gli uomini non hanno gli occhi.
Vedono attraverso una telecamera impiantata nelle orbite oculari. Dietro le palpebre.
Catturano le immagini e le mandano direttamente, sotto forma di impulsi elettrici, al cervello.
Ora per loro il mondo non è altro che pensiero.
Pensiero e basta.
Non c’è più la città intorno al molo.
Solo cumuli di macerie. E sottili fili di fumo che si alzano e si rincorrono, si incrociano, si uniscono, si disperdono.
Arriva da lontano un rumore ovattato, sommesso. È il motore del traghetto ormeggiato in mezzo al mare.
Nessuno parla.
Quando arriva il tuo turno, Nino ti prende per mano. Insieme vi avvicinate alla scaletta ripida e arrugginita sul lato destro dello scafo. Cominciate a salire. Lentamente. Su su fino in cima.
Lui sta davanti a te per farti strada.
Attraversate un grande salone illuminato.
Superate una zona deserta. Risalite da una scala a chiocciola.
Sul ponte ci sono tre uomini nudi.
Anche voi siete nudi.
Vi avvicinate alla grossa vasca che sta davanti a loro.
Dentro ci sono migliaia di piccoli calamari argentati.
Il più anziano degli uomini immerge un retino nella vasca e tira fuori qualche calamaro. Li conta. Li passa sotto un getto di acqua profumata.
Vivi, li mette in una borsa di tela e te la porge.
La prendi. Ringrazi a occhi chiusi, abbassi la testa come se dovessi ricevere una benedizione.
Ve ne andate.
Scendete dal traghetto e incontrate Tano e Patrizia, la reginetta di Baia Domizia.
«Quante te ne hanno dato?»
«Quattro».
«Bene, stai a posto per un anno».
«Ma veramente funziona?»
«E se no, perché ci sarebbe qui tutta questa gente?»
«Il calamaro dell’immortalità».
«Un cibo miracoloso».


Gli altri racconti di "Tutta la musica del mondo" sono qui:

Formiche

Lacca

Lingua

Voce

Sigarette

Applauso

Mangiadischi

Mare

Walkman

Notte








pubblicato da s.gaudino nella rubrica dal vivo il 5 ottobre 2017